SMONTARE L’IMMAGINARIO GREEN Verso Genuino Clandestino – 21, 22 23 aprile @ Làbas

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In un contesto nazionale in cui la crescita dei consumi di cibo biologico dura ininterrottamente da oltre un decennio (tanto che nel 2016 in Italia il consumo stimato di prodotti biologici ammonta a circa 2,5 miliardi di euro) sentiamo la necessita di porre alcune domande.
Domande che hanno tante facce. Da un lato vogliono smontare un immaginario “green” di cibo buono, pulito e giusto, quando proprio la produzione e la distribuzione del cibo vengono usate come strumenti di accumulazione; dall’altro lato queste domande vogliono guardare alle nostre pratiche, quelle che quotidianamente mettiamo in campo, o sul piatto, per marcare l’opposizione a un sistema agroalimentare che si fonda sullo sfruttamento della terra e delle persone.
Parliamo di accessibilità: nel 2016 i giornali ci raccontano di un’impennata sotto le Due Torri dei costi di alberghi e ristoranti. In una città che da tre anni vive una sorta di paralisi dei prezzi, a causa della crisi, fanno eccezione il mondo del “Food” e le strutture ricettive, che rispetto all’anno scorso hanno registrato un rincaro nei listini del 6%. Allo stesso tempo, e nelle stesse strade,l’impoverimento diffuso, l’aumento del costo della vita e l’erosione del sostegno sociale fanno sì che migliaia di persone in città non abbiano le risorse materiali sufficienti per accedere a un cibo di qualità, mentre invece i sistemi di produzione e distribuzione su larga scala sono in grado di mantenere prezzi bassi e accessibili alla maggior parte della popolazione, abbattendo però il costo del lavoro e rinunciando alla qualità del prodotto. Parliamo quindi di un sistema agroalimentare che produce cibo di lusso per pochi e cibo spazzatura per tutte/i le/gli altre/i, studenti,lavoratrici/lavoratori, pensionate/i, precari(e), disoccupate/i, cioè le/gli escluse/i da un nuovo modello di cibo bio d’eccellenza. Non solo, ma esclusi anche dall’idea di città che questo modello vuole imporre.
Capita infatti che il cibo, soprattutto nella “Bologna City of Food”,diventi un fattore decisivo nel disegno della città che verrà. Dentro a questo disegno troviamo il progetto F.I.Co., Fabbrica Italiana Contadina, un parco giochi del cibo e della sua catena di produzione, fratello minore di Expo 2015 e nuovo maxi progetto di Eataly, che verrà realizzato al Caab per mettere in vetrina una realtà agricola prodotta a misura di museo. Già sappiamo come grandi eventi e grandi opere trasformano, devastano e impoveriscono i territori e chi li abita: la costruzione di F.I.Co. prevede la cementificazione dell’aera adiacente per un’estensione di 85.000 metri quadri, la costruzione di servizi ed esercizi, l’aumento degli affitti e la conseguente trasformazione della composizione sociale della zona.
Si tratta di un progetto quindi che vuole fare un’esibizione di una dimensione contadina che nulla ha a che vedere con l’autodeterminazione alimentare, con l’agricoltura contadina biologica vera, con la dignità del lavoro e con la costruzione di comunità territoriali libere di decidere autonomamente che cosa è legittimo e cosa no.
Ecco così la nostra necessità di esprimere la totale estraneità ed avversione rispetto a un modello di città che non è più alla portata di chi la vive, ma di chi la consuma, la mangia e paga –salatamente- il conto.
Ecco così il nostro bisogno di praticare forme di autogestione e di resistenza per costruire immaginari diversi, per affermare che “l’altra città esiste davvero!” Per questo abitiamo e difendiamo gli spazi sociali della città, perché abbiamo bisogno di vivere alternative praticabili e coerenti, basate sulla solidarietà e sulla partecipazione, e di costruire dal basso comunità territoriali realmente democratiche e antigerarchiche.
Invitiamo tutte e tutti all’ Incontro nazionale Bologna Genuino Clandestino

  • testo tratto dalla pagina Facebook di Genuino Clandestino

Grande Festa di strada di Via Orfeo – Atto II

festa

Per il secondo anno consecutivo torna la Grande Festa di Via Orfeo. Una Festa storica per chi vive in questa zona da tanti anni, ma che solamente nel 2016 ha ripreso il proprio corso, interrotto nel 2009. Lo scorso anno circa 12.000 persone hanno attraversato questa via che sempre di più si dimostra accogliente, piena di vita e di socialità. Anche quest’anno il programma è ricchissimo, i promotori sono ancora più numerosi e anche quest’anno Làbas resiste alle minacce di sgombero, dando la possibilità a tutta la cittadinanza bolognese di attraversare l’ex caserma Masini, un bene comune riqualificato dal basso dopo 15 anni di abbandono e degrado. Quest’anno abbiamo chiesto anche un tratto di strada in più: la pedonalizzazione sarà da Via Rialto a via Dè Buttieri!

►►►PROGRAMMA A Làbas
INGRESSO A OFFERTA LIBERA

►H 14:30:
Torneo di Calcetto Antirazzista a cura di Accoglienza Degna
Torneo di calcetto a 4 con partite da 10minuti per uno sport sociale, antirazzista e antisessista!
Per info e prenotazioni contattare
Chouaib +393202473479
Damiano +393288292481
►H 17:00:
Spettacolo danza afro
►H 17:00:
Mercato contadino di CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare
►H 18:30:
Esibizione tango argentino e tango jazz
►H 21:00
Spettacolo de Le Fucine Vulcaniche
Le fucine Vulcaniche presenteranno in anteprima alcuni frammenti del nuovo spettacolo di teatro narrativo circense ”Mondo Contemporaneo” con la partecipazione del gruppo teatro sperimentale ”Le Ombre”
►H 22:30 (piazzale)
Live jazz music
►H 22:30 (Sala Polivalente)
Zigancafé Musicshow Project
Zigancafé Soundsystem è un concentrato di energia, il cui sound è caratterizzato da una contaminazione beat elettronico, house, ritmi balcanici e swing!
Jacopo Moi Aka Falange (Dj) & Michele Moi Aka Ziganviolin (Electric Violin)
https://www.youtube.com/watch?v=Jhs6a4B0ayM
►H 00:00 (piazzale)
DJ LUGI aka Boogie Lou
DJ Lugi, conosciuto anche come BoogieLou, Lugisoul, Louis o Luvigiù è un rapper, disc jockey e beatmaker etiope naturalizzato italiano considerato uno dei più importanti promotori della cultura hip hop e dell’underground rap italiano.
Appartenente alla cosiddetta golden age degli anni ’90, può vantare collaborazioni con i maggiori esponenti della scena del periodo, come Neffa, Fritz da Cat, El Presidente, Kaos One, Inoki e Fabri Fibra, solo per citarne alcuni; continua ad essere attivo nell’ambiente underground, ritrovandosi anche al fianco di artisti internazionali del calibro di MF Doom o dei De La Soul.

►►►PROGRAMMA IN VIA ORFEO (da VIa De Coltelli a Via Dè Buttieri)

►H 16:00
Laboratori per bambini a cura di LàBimbi
►H 17:00
Giocoleria e Truccabimbi con Le Fucine Vulcaniche
Le fucine vulcaniche animeranno via Orfeo e Làbas con laboratori di giocoleria, trampolieri e truccabimbi.
►H 17:00
Esibizione del Piccolo Coro R’Esistente del Pratello
https://www.youtube.com/watch?v=7tYcOLQWRUE
►H 18:00
Sulle orme di Django Live
Provenienti da diverse parti d’Italia, Sulle orme di Django ricercano sonorità nuove attraverso una rilettura della tradizione Gyspy Jazz, portando ovunque buon umore e gran gusto.
Membri del gruppo:
Simone Marcandalli (chitarra e voce)
Stefano Cacciatore (chitarra)
Christian Pepe (contrabbasso)
Ciccio Giacalone (clarinetto)
►H 18:00
Performance culinaria dello Chef Berna
►H 19:30
Estrazione della Grande Lotteria Orfeo, promossa dagli esercizi commerciali della via
►Durante la festa saranno presenti i banchetti dI:
ROC – Via Rialto , Orfeo , De’ Coltelli & dintorni Social Street, Comitato per la tutela dell’ex Caserma Masini, YaBasta Bologna

Questa Festa è realizzata con:
– La Bottega, via Castiglione 62/2
– Antica Bologna 2, via Orfeo 1
– L’Ortofrutta di Abbieri Antonia, via Orfeo 5
– La Drogheria degli elefanti , via Orfeo 18
– Bar Miki e Max, via Orfeo 24
– Alimentare Bismilla, via Orfeo 12
– Tortellino Amoroso, via Orfeo 38\b
– Diba Parrucchiera, via Orfeo 6/B
– Emy Parrucchiere , via Orfeo 7
– Magie d’Amore , via Orfeo 38\A
– Sublime Beauty Center , via Orfeo 28\A
– Stanzani Liuteria, via Orfeo 34\B
– Làbas Occupato, via Orfeo 46
– Social Street ROC (Rialto, Orfeo Dè Coltelli)
– Comitato per la tutela e l’affermazione dell’ex caserma Masini bene comune

NASCE LÀBIKE, LA CICLOFFICINA DI LÀBAS!

làbike
Un nuovo progetto di coworking a portata di tutt*, uno spazio di lavoro, ma soprattutto di inclusione sociale, di confronto e condivisione di esperienze dal riciclo alla manodopera; un posto dove poter apprendere nozioni, lavorare in gruppo e acquisire le basi necessarie per sistemare una bici e, perché no, anche costruirla. Abbiamo pensato che potesse essere una buona idea ecologica come risposta alle modifiche urbane e all’elevato grado di inquinamento della città; una soluzione vantaggiosa e divertente per riscoprire l’utilizzo della bici.

Làbike sarà un laboratorio accessibile a tutti e tutte poiché crediamo che la vera ricchezza non sia solo la condivisione di un bene, ma anche il risultato di una collaborazione a più mani.

*Ci vediamo ogni mercoledì dalle 17.00 alle 20.00*

🍻INAUGURIAMO LA NUOVA BIRRERIA DI LÀBAS🍻

schiumarell

Un tempo questo era il “Circolo Ufficiali” della Caserma Masini. Un luogo di pregio, con le pareti affrescate, un camino ed un bancone da bar ancora in piedi. Proprio in questi locali i partigiani che il 21 aprile del 1945 cacciarono i fascisti trovarono numerosi strumenti di tortura. Oggi siamo orgogliosi di annunciare, dopo 20 anni di oblio, la riqualificazione di quest’area di Làbas lasciata – come tutto il resto – all’abbandono e al degrado dallo Stato e dagli enti locali. Ecco a voi la birreria di Làbas, nata grazie al lavoro di chi ha dato vita aSchiumarell – Birrificio sociale , il nostro laboratorio di produzione di birra artigianale e biologica. Ci vediamo mercoledì alle 20.00 all’inaugurazione. Qui l’evento: https://www.facebook.com/events/397938287243001/
Foto e disegno di Mario Qael

LA NOSTRA MOBILITAZIONE PERMANENTE CONTRO LE POLITICHE EUROPEE POPULISTE E XENOFOBE È COMINCIATA!

bridges not wall

Nel 60° anniversario dell’Unione Europea è davanti ai nostri occhi un processo accelerato di aggressione ai migranti e ai loro diritti, che ridefinisce completamente i concetti di democrazia, diritto, libertà, umanità, pace e giustizia.

Gravissime trasformazioni sulla protezione internazionale sono in preparazione presso la Commissione Europea. In tempi incredibilmente rapidi andranno a svuotare il diritto di asilo delle residuali garanzie di protezione per chi cerca un futuro degno. Accanto a ciò una serie di accordi bilateriali con i paesi di provenienza e di transito puntano da un lato a bloccare i migranti in territori di sfruttamento e violenze, dall’altro a facilitare le deportazioni “con ogni mezzo necessario”. La riforma italiana sull’immigrazione, il diritto di asilo, l’accoglienza rappresentata dal Decreto Legge Minniti si inserisce in questo progetto con grande sintonia, riattualizzando e potenziando i CIE nella loro nuova formula di Centri per il Rimpatrio e prevedendo misure di controllo e di repressione che stravolgono i diritti e stravolgono il ruolo degli operatori dell’accoglienza.

La nostra campagna contro questa accelerazione razzista, xenofoba e populista è già cominciata. A livello locale, nazionale ed europeo.

In questa nostra mobilitazione permanente crediamo sia importante avviare processi ampi, espansivi, trasversali, convergenti, senza ambiguità, che riescano nello spazio transnazionale a rompere la linearità imposta dall’alto e che siano accomunati dalla volontà di combattere i dispositivi di frontiera che caratterizzano l’Unione Europea, e che si pongono in una linea di continuità in tendenza con le opzioni neo-sovraniste che escludono e recintano.

E’ necessario riaffermare l’obiettivo di una nuova cittadinanza transnazionale: connettiamo le piazze statunitensi contro il MuslimBan e i muri di Trump con le strade di Barcellona che scandiscono a gran voce “Volem Accolir”, i migranti che abbattono le frontiere con i percorsi autorganizzati di accoglienza e lotta.

C’è bisogno di partire da qui per contrastare le politiche emergenziali, le retoriche umanitarie, le frontiere respingenti, i dispositivi che creano divisione, i sentimenti razzisti e xenofobi.

Il nostro lavoro quotidiano costruirsce ogni giorno percorsi di lotta, riscatto e solidarietà per tutte e tutti. Con lo Sportello Migranti, il dopo-scuola Non Uno di Meno, l’Associazione Diritti Lavoratori, il dormitorio sociale Accoglienza Degna, le scuole di italiano e tanti altri interventi intrecciamo lotte e interventi per sconfiggere il sistema del ricatto, dello sfruttamento, del razzismo, della disuguaglianza. Ma non è sufficiente.

Per questo durante il meeting “Struggles Make Europe” abbiamo avviato una ricerca difficile, ambiziosa e allettante: quella di uno spazio radicalmente europeista ed alternativo tanto al dominio del potere tecnico/amministrativo liberale e alle politiche imposte dall’Unione Europea (o a posizioni deboli e ambigue che le giustificano) quanto alle pericolose spinte sovraniste, populiste e social-nazionaliste.

Con il meeting di Bologna si è aperta per noi una stagione di iniziative e di mobilitazioni che ci porteranno alla Manifestazione del 25 marzo a Roma “Libertà di movimento – Europe for all” e poi ad Amburgo per il G20, passando dalle Giornate bolognesi contro il G7 sull’ambiente, in un processo di costruzione di una nuova nuova cittadinanza europea contro le diseguaglianze, le devastazioni ambientali, l’esclusione sociale.

Si parte subito:

Martedì 14/3 alle 19 al TPO cominciamo con un incontro pubblico per approfondire i contenuti insidiosi del Decreto Minniti, grazie all’aiuto di compagni avvocati con cui portiamo avanti le battaglie.

Mercoledì 15/3 alle 19 a Làbas organizziamo un momento informativo sulla rotta balcanica e sulla situazione in Grecia, da dove ci arriva l’invito a costruire in tutta Europa iniziative contro i confini e contro gli accordi bilaterali per la data del 18 marzo.

Sabato 18 marzo alle ore 15,30 in via Rizzoli invitiamo tutte e tutti ai Discorsi contro il razzismo, un momento di confronto e discussione plurale e meticcia sulle politiche dell’immigrazione. Perché la Turchia non è un paese sicuro? Perché respingere i migranti in Libia è un crimine contro l’umanità? Sono le domande da cui partire per scardinare con voci diverse l’ignoranza.

Sabato 25 marzo saremo a Roma, alle ore 11 in Piazza Vittorio, nello spezzone “Libertà di movimento – Freedom for all“, per un corteo di lotta ai confini, all’austerità, al razzismo, per la libertà di movimento. Pullman da Bologna: 3271798801

Invitiamo tutte e tutti a partecipare a questi appuntamenti e a partire con noi per Roma il 25 marzo, la giornata in cui capi di stato e di governo d’Europa si riuniranno per celebrare il 60° anniversario del Trattato di Roma, costitutivo della Comunità economica europea.

A Roma non ci saranno soltanto celebrazioni e festeggiamenti: l’appuntamento romano sarà per i capi di stato europei un momento cruciale per ratificare politiche respingenti e di austerità, portando avanti il progetto di uno spazio europeo differenziale, con un’accelerazione di un processo di un’Europa a due velocità agita da più piani, in una strana coniugazione di austerità e sovranismo.

Dal 18 marzo al 25 marzo, fino al G20 di Amburgo, vogliamo costruire una cittadinanza europea di segno opposto: aperta, accogliente, estesa e includente.

Facciamo l’Europa non i confini!

Incontro nazionale Genuino Clandestino a Làbas

Siamo davvero content*.

Dopo anni torna a Bologna Genuino Clandestino

Ad accoglierlo non sarà la “City of Food” dell’ inflazione alimentare, non sarà la futura “Disneyland del cibo” F.I.Co. e nemmeno il prossimo Passante di Mezzo: sarà, invece, la città della cooperazione sociale, la città dei mercati e degli spazi autogestiti, la città dello sviluppo sostenibile.

Quella città che contrariamente a chi la amministra conosce bene il valore politico, sociale e culturale di uno spazio come Xm24, “semenzaio” di quelle radici che in tanti anni hanno scavato e sono arrivate a creare nuovi germogli, una rete attiva di contadini e contadine, mercati cittadini, spazi sociali, gruppi di acquisto solidali, c.s.a. e cucine autogestite.

In quei giorni Làbas sarà crocevia di tante esperienze dalle infinite “sfumature”: è questa la biodiversità che si vorrebbe sequestrare? È un luogo accessibile a tutti e tutte che si vorrebbe far tornare alla polvere?

Per maggiori informazioni scriveteci pure o visitate il sito:http://genuinoclandestino.it/

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Appello contro il piano Minniti e l’apertura regionale di nuovi CIE

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In Europa ci troviamo davanti ad una deriva securitaria e repressiva dei diritti delle persone migranti. In una situazione già fortemente critica, l’Italia risponde con il Pacchetto Minniti, una serie di misure che riducono ulteriormente i già esigui diritti, non ultima quella che reinserisce i CIE, seppur “riformati”. Siamo di fronte ad un vero e proprio processo di delegittimazione della persona, di migliaia di persone. Le frontiere orientali dell’Europa innalzano muri bloccando migliaia di migranti nel gelo dei Balcani. Sull’altra riva del Mediterraneo, al Governo di Riconciliazione Nazionale Libico viene affidato il respingimento in mare e la detenzione dei richiedenti asilo, con una Libia dominata da bande armate, dove prigionia e tortura sono all’ordine del giorno, nella palese violazione dei più elementari diritti umani. Le “riforme” al vaglio della Commissione UE prevedono un inasprimento del trattato di Dublino, con deportazioni e “black list” che dividono i paesi di provenienza in paesi di serie A e paesi di serie B.

L’annuncio della rinnovata centralità di strutture assimilabili ai CIE, ma anche la limitazione del diritto costituzionale alla difesa legale per chi chiede protezione, prefigura la sperimentazione di nuovi dispositivi di criminalizzazione dei migranti, capri espiatori stigmatizzati come i responsabili dell’insicurezza sociale, con il conseguente proliferare di xenofobie che servono essenzialmente a mascherare gli effetti della legge Bossi-Fini e l’assenza di politiche governative di fronte al dilagare della precarietà e della povertà.

Alla luce dell’impennata nella percentuale dei dinieghi, siamo convinti che un’ulteriore privazione di diritti non porterebbe altro che nefaste conseguenze sulla società intera, favorendo l’emarginazione e il moltiplicarsi di tratte illegali e marginalità. Quante risorse vogliamo vengano ancora investite in rimpatri, misure repressive e di contenimento?

Noi chiediamo che la questione delle migrazioni venga affrontata adottando un approccio radicalmente diverso: con responsabilità e efficacia, aggredendo le cause che producono l’irregolarità, alla fonte. Solo con politiche di regolarizzazione, di estensione della protezione umanitaria, di canali di arrivo sicuro e regolare per tutti, si può affrontare efficacemente la domanda di protezione, di democrazia e di futuro che ci pongono gli esodi contemporanei da paesi vicini e lontani. Solo esercitando pienamente la nostra umanità nell’accoglienza, con processi solidali che riconoscano il diritto di soggiorno e che conducano all’uscita dalla invisibilità è possibile costruire la convivenza positiva tra le diversità.

Con questo appello vogliamo dunque ribadire il nostro impegno sul territorio regionale per contrastare il disegno Minniti, dichiarando il nostro rifiuto all’introduzione di misure ingiuste, in quanto discriminanti e razziste, dai centri di rimpatrio alla riforma del diritto di difesa per i richiedenti asilo, all’obbligo di lavoro volontario per chi ottiene asilo. Ci battiamo per un ripensamento ampio e collettivo delle politiche migratorie, che valorizzi e promuova le buone pratiche dell’accoglienza, dall’autogestione a quelle sperimentate dagli enti gestori alcune volte in disaccordo con Prefetture e Questure.

Portiamo il dissenso di chi lavora quotidianamente in favore di un sistema giusto e degno davanti a chi ha il compito istituzionale di decidere sulle sorti del nostro territorio, in primis la Regione Emilia-Romagna, poiché a essa è deputato il compito di accettare o meno l’apertura dei Centri Per il Rimpatrio. Ai nostri rappresentanti istituzionali chiediamo dunque con forza di respingere questo progetto in nome dei diritti, dell’umanità e della solidarietà, per la libertà di circolazione e il diritto di scelta, per le pratiche di cooperazione contro il razzismo e la criminalizzazione dei migranti.

Per adesioni: yabasta.bologna@gmail.com

Associazione Ya Basta! (Bologna), Educatori Uniti Contro i Tagli (Bologna), Associazione Piazza Grande Bologna,  Associazione Città Migrante (Reggio Emilia), Casa Madiba Network (Rimini), Romagna Migrante, Cs LA Resistenza (Ferrara)

Cronache partigiane: la resistenza curda contro Erdogan

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VENERDÌ 27 GENNAIO ALLE ORE 19:00

CRONACHE PARTIGIANE
LA RESISTENZA CURDA CONTRO IL FASCISMO ISLAMISTA DI ERDOGAN

A seguire pizzata a cura della Làbiopizza a Làbas

La gravità della situazione ed i continui giravolta delle grandi potenze all’ interno del conflitto siriano determinano un quadro complesso e caotico in continua evoluzione.
L’ unica politica che invece rimane uguale e continua ad esser perpetrata senza alcun tipo di scrupolo è la politica della Turchia, volta ad affermare la sua ascesa nella costruzione dell’ impero neo-ottomano.
La recente riforma presidenziale della costituzione, l’ aumento della censura, l’ incarcerazione di avvocati e giornalisti, il licenziamento di migliaia di lavoratori pubblici, il commissariamento delle municipalità governate dal partito dell’ opposizione Halkların Demokratik Partisi – HDP e l’ incarcerazioni dei suoi leader e parlamentari, ci consegnano uno Stato ormai in balia di un regime.
La recente espulsione dell’ avvocata Barbara Spinelli, l’ aumento delle minacce nei confronti del leader curdo Abdullah Öcalan (rinchiuso da 18 anni nell’ isola-prigione di Imrali), la campagna di criminalizzazione della minoranza etnica curda e l’ invasione del territorio siriano al fine di estirpare le forze di difesa del “Sistema Federale Democratico del Nord della Siria” composto da diverse etnie tra le quali quella curda, sono solo alcuni tra i tanti segnali che arrivano dall’ Anatolia.
Per approfondire la complessità della situazione ed avere un quadro più esaustivo e veritiero, ne parliamo coni:

> Mahmut Sakar, avvocato di Abdullah Ocalan
> Barbara Spinelli, avvocata presso il foro di Bologna, “Giuristi Democratici”, recentemente espulsa dalla Turchia in occasione di una sua partecipazione ad un convegno sui diritti umani
> Giovanni Paglia, parlamentare
> Sara Montinaro Ya basta Bologna

***Nell’ occasione si raccoglieranno le partecipazioni per il Corteo Nazionale a Milano per la Libertà di Öcalan***

Evento FB: https://www.facebook.com/YaBastaBologna/photos/gm.243426499433186/1368786509859488/?type=3&theater

LÀBAS È A BOLOGNA IN VIA ORFEO 46

Quartiere Santo Stefano Antifascista

Làbas ai Monti Sibillini per le popolazioni del Centro-Italia

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Un gruppo di 15 attivisti di Làbas è stato sui Monti Sibillini con le Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia, località Montefortino, a liberare dalla neve un allevamento di pecore rimaste intrappolate. Con noi, alcuni dei ragazzi che ospitiamo nel dormitorio sociale di Accoglienza Degna. Ragazzi del Gambia, del Mali e del Burkina Faso. Noi le pale, Salvini i selfie e le comparsate tv. Trovate le differenze.

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Dopo aver concluso la missione all’allevamento di pecore, nel pomeriggio ci siamo recati a casa di una signora bloccata dalla neve da una settimana in un’altra zona del monte, consentendole finalmente di poter uscire di casa.

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La giornata non si poteva concludere senza una foto di gruppo.

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NESSUNA AGIBILITÀ AI FASCISTI NEL NOSTRO QUARTIERE

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Apprendiamo che le carogne xenofobe, fasciste e razziste di Forza Nuova intendono svolgere un presidio sabato mattina in Piazza Santo Stefano. Lo fanno proprio oggi che è venuto a mancare il Partigiano Mario Anderlini.

Dopo il tentativo di sciacallaggio, risultato poi un flop, di Forza Italia e della Lega Nord sulla pelle dei migranti nei pressi del CIE, anche le squadracce del partitino fan di Hitler e Mussolini provano a raccattare qualche briciola di visibilità.

Questa volta fanno persino leva sulla “libertà di espressione”, come se fosse una qualità che ha qualcosa a che fare con la loro ideologia guerraiola, escludente, che priva le persone di diritti e dignità.

Questi farabutti non devono avere nessuna agibilità, con qualunque sigla essi si organizzino, anche perché la corona del Partigiano Giancarlo Romagnoli, bruciata più volte nei mesi scorsi in via Broccaindosso, grida ancora giustizia.

In ogni caso, non permetteremo che Piazza Santo Stefano, cuore della città e del nostro quartiere, sia terreno di tale propaganda.