Appello contro il piano Minniti e l’apertura regionale di nuovi CIE

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In Europa ci troviamo davanti ad una deriva securitaria e repressiva dei diritti delle persone migranti. In una situazione già fortemente critica, l’Italia risponde con il Pacchetto Minniti, una serie di misure che riducono ulteriormente i già esigui diritti, non ultima quella che reinserisce i CIE, seppur “riformati”. Siamo di fronte ad un vero e proprio processo di delegittimazione della persona, di migliaia di persone. Le frontiere orientali dell’Europa innalzano muri bloccando migliaia di migranti nel gelo dei Balcani. Sull’altra riva del Mediterraneo, al Governo di Riconciliazione Nazionale Libico viene affidato il respingimento in mare e la detenzione dei richiedenti asilo, con una Libia dominata da bande armate, dove prigionia e tortura sono all’ordine del giorno, nella palese violazione dei più elementari diritti umani. Le “riforme” al vaglio della Commissione UE prevedono un inasprimento del trattato di Dublino, con deportazioni e “black list” che dividono i paesi di provenienza in paesi di serie A e paesi di serie B.

L’annuncio della rinnovata centralità di strutture assimilabili ai CIE, ma anche la limitazione del diritto costituzionale alla difesa legale per chi chiede protezione, prefigura la sperimentazione di nuovi dispositivi di criminalizzazione dei migranti, capri espiatori stigmatizzati come i responsabili dell’insicurezza sociale, con il conseguente proliferare di xenofobie che servono essenzialmente a mascherare gli effetti della legge Bossi-Fini e l’assenza di politiche governative di fronte al dilagare della precarietà e della povertà.

Alla luce dell’impennata nella percentuale dei dinieghi, siamo convinti che un’ulteriore privazione di diritti non porterebbe altro che nefaste conseguenze sulla società intera, favorendo l’emarginazione e il moltiplicarsi di tratte illegali e marginalità. Quante risorse vogliamo vengano ancora investite in rimpatri, misure repressive e di contenimento?

Noi chiediamo che la questione delle migrazioni venga affrontata adottando un approccio radicalmente diverso: con responsabilità e efficacia, aggredendo le cause che producono l’irregolarità, alla fonte. Solo con politiche di regolarizzazione, di estensione della protezione umanitaria, di canali di arrivo sicuro e regolare per tutti, si può affrontare efficacemente la domanda di protezione, di democrazia e di futuro che ci pongono gli esodi contemporanei da paesi vicini e lontani. Solo esercitando pienamente la nostra umanità nell’accoglienza, con processi solidali che riconoscano il diritto di soggiorno e che conducano all’uscita dalla invisibilità è possibile costruire la convivenza positiva tra le diversità.

Con questo appello vogliamo dunque ribadire il nostro impegno sul territorio regionale per contrastare il disegno Minniti, dichiarando il nostro rifiuto all’introduzione di misure ingiuste, in quanto discriminanti e razziste, dai centri di rimpatrio alla riforma del diritto di difesa per i richiedenti asilo, all’obbligo di lavoro volontario per chi ottiene asilo. Ci battiamo per un ripensamento ampio e collettivo delle politiche migratorie, che valorizzi e promuova le buone pratiche dell’accoglienza, dall’autogestione a quelle sperimentate dagli enti gestori alcune volte in disaccordo con Prefetture e Questure.

Portiamo il dissenso di chi lavora quotidianamente in favore di un sistema giusto e degno davanti a chi ha il compito istituzionale di decidere sulle sorti del nostro territorio, in primis la Regione Emilia-Romagna, poiché a essa è deputato il compito di accettare o meno l’apertura dei Centri Per il Rimpatrio. Ai nostri rappresentanti istituzionali chiediamo dunque con forza di respingere questo progetto in nome dei diritti, dell’umanità e della solidarietà, per la libertà di circolazione e il diritto di scelta, per le pratiche di cooperazione contro il razzismo e la criminalizzazione dei migranti.

Per adesioni: yabasta.bologna@gmail.com

Associazione Ya Basta! (Bologna), Educatori Uniti Contro i Tagli (Bologna), Associazione Piazza Grande Bologna,  Associazione Città Migrante (Reggio Emilia), Casa Madiba Network (Rimini), Romagna Migrante, Cs LA Resistenza (Ferrara)

Cronache partigiane: la resistenza curda contro Erdogan

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VENERDÌ 27 GENNAIO ALLE ORE 19:00

CRONACHE PARTIGIANE
LA RESISTENZA CURDA CONTRO IL FASCISMO ISLAMISTA DI ERDOGAN

A seguire pizzata a cura della Làbiopizza a Làbas

La gravità della situazione ed i continui giravolta delle grandi potenze all’ interno del conflitto siriano determinano un quadro complesso e caotico in continua evoluzione.
L’ unica politica che invece rimane uguale e continua ad esser perpetrata senza alcun tipo di scrupolo è la politica della Turchia, volta ad affermare la sua ascesa nella costruzione dell’ impero neo-ottomano.
La recente riforma presidenziale della costituzione, l’ aumento della censura, l’ incarcerazione di avvocati e giornalisti, il licenziamento di migliaia di lavoratori pubblici, il commissariamento delle municipalità governate dal partito dell’ opposizione Halkların Demokratik Partisi – HDP e l’ incarcerazioni dei suoi leader e parlamentari, ci consegnano uno Stato ormai in balia di un regime.
La recente espulsione dell’ avvocata Barbara Spinelli, l’ aumento delle minacce nei confronti del leader curdo Abdullah Öcalan (rinchiuso da 18 anni nell’ isola-prigione di Imrali), la campagna di criminalizzazione della minoranza etnica curda e l’ invasione del territorio siriano al fine di estirpare le forze di difesa del “Sistema Federale Democratico del Nord della Siria” composto da diverse etnie tra le quali quella curda, sono solo alcuni tra i tanti segnali che arrivano dall’ Anatolia.
Per approfondire la complessità della situazione ed avere un quadro più esaustivo e veritiero, ne parliamo coni:

> Mahmut Sakar, avvocato di Abdullah Ocalan
> Barbara Spinelli, avvocata presso il foro di Bologna, “Giuristi Democratici”, recentemente espulsa dalla Turchia in occasione di una sua partecipazione ad un convegno sui diritti umani
> Giovanni Paglia, parlamentare
> Sara Montinaro Ya basta Bologna

***Nell’ occasione si raccoglieranno le partecipazioni per il Corteo Nazionale a Milano per la Libertà di Öcalan***

Evento FB: https://www.facebook.com/YaBastaBologna/photos/gm.243426499433186/1368786509859488/?type=3&theater

LÀBAS È A BOLOGNA IN VIA ORFEO 46

Quartiere Santo Stefano Antifascista

Làbas ai Monti Sibillini per le popolazioni del Centro-Italia

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Un gruppo di 15 attivisti di Làbas è stato sui Monti Sibillini con le Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia, località Montefortino, a liberare dalla neve un allevamento di pecore rimaste intrappolate. Con noi, alcuni dei ragazzi che ospitiamo nel dormitorio sociale di Accoglienza Degna. Ragazzi del Gambia, del Mali e del Burkina Faso. Noi le pale, Salvini i selfie e le comparsate tv. Trovate le differenze.

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Dopo aver concluso la missione all’allevamento di pecore, nel pomeriggio ci siamo recati a casa di una signora bloccata dalla neve da una settimana in un’altra zona del monte, consentendole finalmente di poter uscire di casa.

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La giornata non si poteva concludere senza una foto di gruppo.

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NESSUNA AGIBILITÀ AI FASCISTI NEL NOSTRO QUARTIERE

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Apprendiamo che le carogne xenofobe, fasciste e razziste di Forza Nuova intendono svolgere un presidio sabato mattina in Piazza Santo Stefano. Lo fanno proprio oggi che è venuto a mancare il Partigiano Mario Anderlini.

Dopo il tentativo di sciacallaggio, risultato poi un flop, di Forza Italia e della Lega Nord sulla pelle dei migranti nei pressi del CIE, anche le squadracce del partitino fan di Hitler e Mussolini provano a raccattare qualche briciola di visibilità.

Questa volta fanno persino leva sulla “libertà di espressione”, come se fosse una qualità che ha qualcosa a che fare con la loro ideologia guerraiola, escludente, che priva le persone di diritti e dignità.

Questi farabutti non devono avere nessuna agibilità, con qualunque sigla essi si organizzino, anche perché la corona del Partigiano Giancarlo Romagnoli, bruciata più volte nei mesi scorsi in via Broccaindosso, grida ancora giustizia.

In ogni caso, non permetteremo che Piazza Santo Stefano, cuore della città e del nostro quartiere, sia terreno di tale propaganda.

Wu Ming 2 commenta l’iniziativa sul Passante di Bologna

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(trovate  questo testo su www.wumingfoundation.com/ )

La serata di presentazione della nostra inchiesta al Làbas Occupato è stata davvero un evento eccezionale.
A parte la sala gremita e la grande attenzione dedicata all’argomento, mi sembra utile sottolineare alcuni aspetti, per nulla scontati.

– L’iniziativa si teneva molto distante – per i canoni cittadini – dai quartieri direttamente impattati dal Passante di Bologna. Non credo siano state molte, finora, le iniziative spontanee promosse lontano dalla Tangenziale/A14 e fuori da luoghi istituzionali. Eppure, moltissime persone hanno risposto all’invito.

– Molte di queste persone, non credo di sbagliare, non sono frequentatrici abituali di stabili occupati. Soquante non avevano mai messo piede al Làbas.

– E’ dai tempi di Luther Blissett che ci occupiamo di Grandi Opere sul territorio bolognese – dalla nuova stazione alla TAV Bo – Fi al FICO – e di rado ci è capitato di vedere un centro sociale cittadino organizzare una serata così ben riuscita sui temi del diritto alla città e della ristrutturazione urbana. Credo che anche questo sia un segnale positivo, e non a caso arriva da un luogo particolarmente interessato alla questione.

Làbas infatti occupa da quattro anni la Caserma Masini, l’unica tra le aree militari di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti situata in pieno centro, zona di interesse turistico e di rendita posizionale. Non a caso, la prossima serata intorno alla nostra inchiesta si terrà giovedì prossimo al centro sociale XM24, situato in un quartiere, la Bolognina, dove il comune porta avanti da tempo un tentativo di gentrificazione.

Ci sembra, insomma, che la serata di ieri sia un primo tentativo di “mettere insieme i pezzi” e di concatenare tra loro le lotte di chi resiste alla svendita della città, al trionfo del mercato su qualunque idea di pianificazione urbana.

– Non era scontata nemmeno la presenza del Comitato contro il Passante di Bologna (o di Mezzo), al quale nella nostra inchiesta non abbiamo riservato critiche. Sono intervenuti più volti, hanno portato dati e testimonianze importanti, e insieme ai No People Mover hanno contribuito a creare questo “nuovo vicinato” tra comitati cittadini contro Grandi Opere, studenti universitari, movimenti sociali, centro e periferia…

Ora si tratterà di coltivare l’innesto e di vedere se darà frutti. Ma il nodo, a giudicare da ieri, sembra tenere.

 

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MAI PIÙ CIE – NÈ A BOLOGNA NÈ ALTROVE

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Sabato 7 dicembre centinaia di antirazzisti e antirazziste hanno mostrato il volto accogliente e solidale di Bologna. Il volto della città migliore, quella che vuole chiudere per sempre il capitolo dei CIE e di qualunque altra forma di privazione della libertà di movimento. Al Governo PD che rincorre la destra attraverso politiche repressive, speculando sulla paura del terrorismo e fomentando le guerre tra poveri, ci siamo opposti con i nostri corpi e quelli dei nostri fratelli e sorelle migranti che sono riusciti ad uscire dall’hub di via Mattei per partecipare alla manifestazione, nonostante la presenza invasiva della Polizia. Tutto questo mentre il flop dei professionisti del razzismo e della xenofobia come Bignami, dei soliti politicanti in cerca di quattro voti in più sulla pelle dei migranti e di una ragazza di 25 anni uccisa dal sistema dell’accoglienza/business italiano si commenta da solo. Continueremo a lottare con ogni mezzo necessario affinché il nostro sia un territorio di accoglienza degna e di diritti, a Bologna e ovunque proveranno a costruire dei lager etnici.

 

Il Passante di Bologna – presentazione dell’inchiesta con Wu Ming e Wolf Bukowski

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” Per quattordici anni si è favoleggiato di aggirare Bologna con una nuova autostrada, e si è discusso di quanto a nord costruirla rispetto alla città. Ma tutto sembra concludersi con almeno tre bugie”.

Per affrontare il problema della mobilità si ricorre a soluzioni che prevedono un incremento delle auto, evitando ogni saggia valutazione di soluzioni di trasporto che incrementino la qualità della vita e dell’ambiente.

Bologna si conferma come snodo fondamentale per la religione delle grandi opere. Appena iniziati i lavori del people mover già incombe un altro “grandioso” progetto: il passante di mezzo.
Lo scenario è quello consueto: profitti privati (Società Autostrade spa) e danni socializzati.

Con un lavoro di inchiesta pubblicato in 3 puntate su Internazionale

1) http://www.internazionale.it/reportage/wolf-bukowski/2016/12/03/passante-bologna-autostrada

2) http://www.internazionale.it/reportage/wolf-bukowski/2016/12/10/passante-bologna-facilitatori

3) http://www.internazionale.it/reportage/wolf-bukowski/2016/12/21/passante-di-bologna-terza-puntata

Wu Ming e Wolf Bukowski analizzano le contraddizioni insite nel progetto “Passante” mettendole in relazione con tutto l apparato retorico mobilitato a sostegno della Grande Opera.

Si racconta come in assenza di consenso si debba ricorrere alla partecipazione fittizia avendo cura che le sedi di confronto pubblico non siano mai dotate di poteri effettivi di messa in discussione del progetto.

Viene descritto il non senso delle opere di mitigazione, così come della necessità di utilizzare terminologie evocative di un passato verso cui avere nostalgia per indorare pillole indigeste.

L’inchiesta si dedica anche ad indagare le debolezze dei movimenti di opposizione all’opera.

Ne parliamo con:
– Wu Ming e Wolf Bukowski (autori dell’inchiesta)
– Lorenzo Alberghini (Comitato No People Mover)

*Durante la serata saranno proiettate le fotografie scattate da Michele Lapini per l’inchiesta.

OGGI SI COMINCIA! 18-21 AGOSTO WEK-END A BOLOGNA PER L’ACCOGLIENZA DEGNA

ACCNon è nemmeno finito agosto e siamo già pronti a ripartire, con una delle importanti e speciali collaborazioni che ogni anno portano lo stupendo clima di socialità e solidarietà che tutt* sono abituati a respirare a Làbas: il campo di volontariato del Servizio Civile Internazionale è giunto alla terza edizione e quest’anno vedrà, da oggi a domenica 21 agosto decine di volontarie e volontari da tutta Italia partecipare al “Weekend a Bologna per l’Accoglienza Degna”!

 

Tuttavia, forse è sbagliato dire che stiamo ripartendo, perché in realtà non ci siamo mai fermati. In una città come Bologna, che annovera l’essere deserta ad agosto tra i luoghi comuni più diffusi, le/gli attivist* e le/i volontar* che si occupano dei progetti nati dentro Làbas hanno continuato durante questo mese, come tutti i giorni, a tentare di renderli migliori, con la gioia e la tenacia di chi combatte quotidianamente le tante battaglie di dignità e solidarietà che vengono portate avanti a Làbas. La scelta, in particolare, di dedicare questo weekend di attività ad Accoglienza Degna, va ricercata nella volontà di evidenziare come il deserto dell’agosto bolognese sia ancor più arido e duro per quelle persone in difficoltà che hanno trovato una soluzione concreta alle loro esigenze all’interno del dormitorio sociale di Accoglienza Degna, dove non sono mai state lasciate sole e dove hanno potuto trovare qualcuno che si occupasse di migliorare veramente le proprie condizioni di vita.

 

Ci fa quindi sorridere – amaramente – il fatto che le persone che scelgono, come le/i volontar* e attivist* di Accoglienza Degna e Làbas, di rimanere a Bologna anche quando tutti vanno via, per essere presenti per chi ne ha bisogno e per occuparsi dei problemi della città anche quando non c’è nessuno a farlo, siano state recentemente etichettate come “fuorisede che vengono a Bologna solo per occupare” da chi amministra la città. Non siamo però sorpresi: sappiamo benissimo che affermazioni come queste possono solo venire da chi vive la città dentro i palazzi del potere, non rendendosi conto di quanta ricchezza portino coloro che provano continuamente a rendere migliore la città. Non potremmo, perciò, essere più felici di avere questi tre giorni davanti a noi proprio ora, nel momento in cui Bologna ha più bisogno dell’attenzione e dalla cura di tante e tanti per i propri cittadini.

 

La prima esperienza di collaborazione con il Servizio Civile Internazionale Bologna del 2014 ci vide riqualificare da cima a fondo, in un campo di volontariato durato 15 giorni, l’area di Làbas in cui gli ospiti del dormitorio di Accoglienza Degna ora dormono e dispongono dei servizi essenziali: in questi tre giorni andremo invece ad ampliare le strutture a disposizione degli ospiti del dormitorio con l’allestimento di una stanza sociale e ricreativa. Siamo pronti, dunque, a continuare nel nostro cammino e a prendere per mano nuove persone perché ci aiutino a farlo, durante questi tre giorni e più avanti nel tempo, perché sappiamo già che, dopo questi tre giorni di Weekend a Bologna per l’Accoglienza Degna, la nostra città sarà un po’ migliore di come era prima!

Labas per il quartiere Santo Stefano

Abbiamo rigenerato l’ex caserma Masini dopo vent’anni di abbandono e degrado.

Vogliono mandarci via, ma insieme possiamo salvare Làbas: domenica 5 giugno alle elezioni amministrative nella scheda rosa del quartiere Santo Stefano barra il simbolo Coalizione Civica Bologna e scrivi Detjon Begaj.
Nella scheda azzura per il Consiglio Comunale barra il simbolo di Coalizione Civica e scrivi Gianmarco de Pieri