ALTRO CHE PAUSA PRANZO…NOI LA CRISI CE LA MANGIAMO!

1Oggi per la seconda volta  abbiamo preparato come Làbas un pranzo sociale e abbiamo deciso di distribuirlo a 1 € contro la crisi, che sempre più ci costringe a scelte “anche alimentari” al ribasso, e per combattere il carovita, che significa affitti difficili da sostenere, ricerca oculata di sconti e supermercati economici, attività culturali ridotte.

Sempre due settimane fa abbiamo scoperto dell’apertura da parte dell’Università della saletta “PAUSA PRANZO @ UniBo”: si tratta sicuramente di un servizio utile perché permette a molti di mangiare in un luogo confortevole e al coperto, importante soprattutto nei mesi invernali. Ciò che non ci convince per niente però è l’idea che questa possa essere la soluzione al problema del carovita e del vitto per le centinaia e centinaia di studenti, studentesse e precari dell’Ateneo bolognese, come ha dichiarato Dionigi inaugurando il punto ristoro. Così si nasconde infatti una contraddizione fondamentale: UniBo decide di spendere alcune migliaia di euro in uno spazio di ristoro, dove è possibile consumare il pasto preparato a casa, quando a poche decine di metri c’è la mensa universitaria più cara d’Italia, dove un pasto completo supera facilmente i 6 €!

dionigi_pausapranzo

Dunque, un servizio come questo, che è collaterale ma non individua il nocciolo reale del problema, diviene addirittura incomprensibile se non ridicolo in un’università che non garantisce a tutt@ il diritto allo studio – che comprende anche i pasti alla mensa.

Il rettore, inoltre, ha dipinto sui giornali questo servizio come una possibile soluzione al degrado di piazza Verdi, che a suo  avviso sarebbe rappresentato dalla popolazione studentesca che mangia all’aperto. Idea pericolosa quella sostenuta dalle istituzioni universitarie: gli studenti e le studentesse dell’Alma Mater sono sì una fonte di reddito e di ricchezza per questa città, ma allo stesso tempo sarebbero troppi e, con la loro presenza, contribuirebbero al degrado urbano.

4Noi la pensiamo in maniera opposta: le piazze, quando sono riempite, attraversate, vissute da una socialità anche colorata e rumorosa, come quella dell’ora di pranzo in piazza Verdi, non sono sintomo di degrado, ma piuttosto possono rappresentarne l’antidoto! Soprattutto se diventano luoghi in cui sperimentare possibili soluzioni ai nostri bisogni e alternativa al modello di città imposto nel tempo della crisi.

E l’alternativa può partire anche da semplici iniziative come il pranzo sociale a 1 €, che con l’arrivo della primavera e del caldo, può essere insieme momento di riappropriazione contro il caro vita e di la socialità altra alle logiche del profitto.

Insomma Làbas vuole provarci! Con l’iniziativa odierna si apre quindi una campagna contro il carovita in città.

Diventa infatti sempre più difficile riuscire ad esprimere le nostre esigenze materiali in questa crisi: per pagare l’affitto di casa devi destreggiarti tra mille lavoretti precari, andare al cinema e a teatro è diventato un lusso, per comprare l’ultimo best seller devi sperare che ti salti magicamente in borsa, per fare la spesa devi portarti dietro la calcolatrice come se fosse un problema di matematica da risolvere…
Siamo stanchi di dover accettare ricatti, precarietà, non avere la possibilità di realizzare i nostri desideri, di dar voce alle nostre passioni, di soddisfare i nostri bisogni.

Cominciamo da questi momenti di socialità insieme in piazza, sperimentiamo cosa significa trovare alternative alla crisi laddove né Università né amministrazioni hanno la volontà di trovare soluzioni a una situazione sempre più insostenibile.

Làbas

 ….BE REBEL, TAKE YOUR FUTURE!

Leggi l’articolo della giornata su GlobalProject.info

Galley fotografica dell’iniziativa:

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