1 MAGGIO a Làbas – La piazza illegale si riprende i tempi e gli spazi

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Abbiamo scelto di non celebrare una ricorrenza. Abbiamo scelto di far parlare l’esperienza illegale che nel nostro tempo, 2014, nel nostro spazio, Bologna, distrugge le ritualità e crea immediatamente nuove prospettive comuni.

Non serve un giorno consacrato per poter parlare di lavoro, casomai ci serve per rifiutare certe forme di lavoro e soprattutto di sfruttamento che ci sono oggi, nel 2014. Nuove forme di lavoro, possibilità di co-working, creazione di reddito e di libertà sono il frutto quotidiano della cooperazione a Làbas, sono in aperto conflitto con la precarietà e si producono insieme proprio grazie a questo conflitto.

Le possibilità che stiamo creando grazie a uno spazio riappropriato e grazie a tante forze cooperanti vanno in direzione opposta all’individualismo, al riconoscersi in una professione, per lo più precaria, ed alla dichiarazione di impotenza rispetto allo sfruttamento che viene esercitato sulla nostra produzione, vita e riproduzione. Le pratiche di creazione di reddito, nuovo welfare, crowdhousing, vanno in direzione opposta al Jobs Act e al piano casa di Renzi, ma soprattutto rifiutano di essere sottomesse a un piano di decisione che sta al di sopra di noi, nelle sedi di banche e banche centrali e nelle direttive che queste danno ai governi. Per questo l’11 luglio saremo tutti a Torino contro il summit europeo sulla disoccupazione giovanile.

L’1 Maggio Làbas Occupato promuoverà l’inaugurazione di Cheap festival, che quest’anno ha scelto come tema principale la questione “green” e quindi ambientale. Una difesa dell’ambiente e contro il degrado degli spazi abbandonati ed in mano alla rendita e alla speculazione che non è fine a se stessa, estemporanea o meramente estetica, ma che parla subito di Diritto alla città e di decisionalità cooperante dal basso: #bolognaisnotforsale #bololibera !

Sarà sicuramente occasione di festa e di socialità, come le migliaia di persone che hanno attraversato e costruito Làbas in questi mesi hanno imparato a conoscere, ma sarà soprattutto un ulteriore momento in cui scegliere da che parte stare: per la difesa di uno spazio che diviene sempre più comune, e contro ogni possibile sgombero; per il riuso democratico degli spazi e contro la speculazione; per la sovranità alimentare e contro F.I.Co.; per un’Europa senza frontiere e contro i luoghi di detenzione per migranti; per il crowdhousing, la casa e la cooperazione; per il reddito, l’uguaglianza e la libertà e contro la disoccupazione!

Piazzale “I° Brigata Garibaldi Irma Bandiera”, la piazza illegale di Làbas, è lo spazio. Un anno e mezzo di occupazione è il tempo. Questa è la collocazione del nostro 1 maggio, questa è la possibilità che tutti abbiamo di guardare a nuovi conflitti e a comuni alternative.

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