Siamo tutti cittadine/i! Con la manifestazione dei rom e sinti contro apartheid e discriminazioni

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Sabato 16 maggio parteciperemo alla manifestazione indetta dalle comunità rom e sinti, che a Bologna darà vita ad una giornata di “orgoglio delle minoranze” per rivendicare diritti e dignità contro ogni disciminazione.

Saremo al loro fianco perché siamo indignati dagli attacchi che in questi mesi stanno subendo le comunità di origine rom e sinta, bersaglio di una campagna di diffamazione mossa dalla Lega Nord di Salvini e dai suoi amministratori, ma anche da formazioni estremiste che, come Casa Pound e Forza Nuova, vengono continuamente legittimate dalle istituzioni.

Hanno ragione i promotori della manifestazione quando ci dicono che il fascismo è tornato in Italia. Perché le dichiarazioni di Matteo Salvini sono il condensato di una campagna inaccettabile, che risveglia gli odii del peggior passato italiano ed europeo, che diffonde ignoranza e falsi pregiudizi e prepara il campo a pericolose forme di violenza organizzata di carattere nazista.

In questa importante giornata saremo in piazza in difesa delle comunità rom e sinti e perché crediamo in città e società dove diritti, dignità, libertà siano patrimonio collettivo. Da anni lavoriamo per la costruzione di spazi concreti di inclusione e di cittadinanza, la cui ricchezza è visibile a tutti: abitazioni sottratte all’abbandono che diventano la casa di precari, migranti e rifugiati marginalizzati dai costi degli affitti e dall’assenza di un welfare inclusivo, Sportelli per i diritti, Scuole di Italiano, progetti per lo Sport popolare e antirazzista, spazi recuperati al degrado che diventano luoghi di cooperazione sociale e di partecipazione.

E’ una attività quotidiana che si oppone alla politica delle destre xenofobe che vorrebbero far ritornare ghetti e apartheid nelle nostre città, ma anche alle politiche ipocrite e folli di Renzi e Mogherini, che di fronte ad una crisi umanitaria epocale (la necessità di intere popolazioni di salvarsi da conflitti e devastazioni) propone di affondare i barconi e rinnova dispositivi di chiusura delle frontiere e guerra ai migranti. Ma nessun futuro si costruisce con muri e confini, ne per l’Europa, ne per l’Italia.

Residenza, assistenza sanitaria, formazione, welfare, accoglienza degna: sono questi gli unici presupposti per affrontare le sfide del futuro, che a Bologna è già presente, con il volto dei richiedenti asilo sbarcati sulle coste siciliane, degli alunni delle scuole elementari e medie di tutti i quartieri, degli abitanti dei campi-sosta di Casalecchio e di Via Gobetti. Quest’ultima è stata giustamente scelta come partenza del corteo di sabato, per ricordare che non più di 25 anni fa gli agenti di Polizia della Uno Bianca sparavano sugli abitanti e uccisero due persone.

Lì ci saremo anche noi, con il nostro impegno nella conquista di diritti e dignità, unico antidoto contro la retorica fascista dell’odio e del razzismo.

Cs TPO e Làbas Occupato

Bologna, 12/5/15

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