Appello alla cittadinanza attiva di Bologna. Un’opportunità per Libero e la sua famiglia.

sara e libero Lo scorso 15 Ottobre, come molti si ricorderanno, è andato in scena uno dei tanti sgomberi che ormai stanno diventando normalità nella buia città di Bologna.
Si tratta di via Solferino 42, stabile che accoglieva 35 persone tra cui 3 nuclei familiari.
Molti si ricorderanno una foto, un bambino su una macchinina gialla, dietro al cordone dei carabinieri. Quella foto scatenò molte reazioni, cittadini indignati per un’infanzia violentata ma anche prese di posizione di politici, come quelle dell’on. De Maria (Pd) e dell’ass. Frascaroli che accusavano i “movimenti” di strumentalizzare i bambini “trasformandoli in occupanti”.
Ecco, oggi quel bambino sta per essere allontatnato dai propri genitori a causa dell’incapacità dei Servizi sociali e dell’Assessorato al Welfare di rispondere alle esigenze di chi abita a Bologna. Dopo lo sgombero Sara, Salvo e Libero sono stati ‘parcheggiati’ in un albergo, negando loro qualsiasi altra soluzione.
Anzi. Venerdì scorso, ad un incontro che poteva essere risolutivo, un’assistente sociale del quartiere Santo Stefano (dopo aver negato l’assistenza di un rappresentante di ADL, che da mesi affianca la famiglia), ha intimorito i genitori minacciando di portare via Libero dalla loro tutela a meno che non avessero trovato un’alloggio, in affitto o in appoggio, entro giovedì 5 novembre.
Sara e Salvo, i genitori di Libero, grazie alla stabilità trovata nell’occupazione di via Solferino, da qualche mese lavorano tutti e due ma, come capita in maniera sempre più diffusa, vengono pagati tramite voucher, il che non gli permette di affittare alcun tipo di appartamento: i proprietari di casa richiedono altre garanzie, come fideiussioni e buste paga.
Non sono questi due ragazzi ma l’incapacità dell’Amministrazione (con picchi di abuso di potere, come quello dell’assistente sociale) e le ingiustizie delle politiche di precarizzazione e impoverimento del governo Renzi (come il maledetto Jobs Act) a rendere impossibile una vita serena a Libero e alla sua famiglia.

Allo stesso tempo crediamo che esistono tantissim* cittadin* che sono indignati dall’ondata di sgomberi eseguiti in città e che sono in grado di sopperire alla voragine che chi si occupa di Welfare in città ha aiutato a creare. Molti e molte che vogliono cooperare per dare vita un vera solidarietà e mutualismo sociale dal basso.
Questo è il momento di farlo. Da Giovedì mattina Sara, Salvo e Libero verranno cacciati dalla sistemazione temporanea in albergo, e hanno bisogno di un’alloggio idoneo dove potersi trasferire.
Facciamo appello affinché la Bologna degna si metta in gioco e offra a questa famiglia ospitalità, anche tramite un affitto a canone sociale, affinché possa avere la possibilità di un futuro, nonostante le politiche di distruzione del welfare varate, non solo a Bologna, ma in tutta Italia.
Lo chiediamo non per bieco assistenzialismo, ma in nome di quello spirito di umanità che accomuna molti in questa città.

per info: sportellocasa.adl@gmail.com
tel: 324 799 0511

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