Bologna sotto sequestro

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L’unico sequestro vorremmo essere legittimo è quello che si dispone contro gli affaristi, i mafiosi, gli speculatori corrotti e corruttori, i palazzinari e gli enti pubblici che lasciano immobili al degrado e all’abbandono. La Procura bolognese, nota per il sistematico accanimento nei nostri confronti, ritiene invece una priorità sequestrare l’ex caserma Masini, da tre anni grazie a Làbas il più importante polmone sociale del quartiere Santo Stefano. Nella lista nera di Giovannini e Gustapane ci sono anche molte occupazioni abitative della città. Una notizia impietosa per la credibilità dei presunti tutori della legalità, che emerge dopo l’uscita della classifica del “Sole 24 Ore” che colloca Bologna all’ultimo posto in Italia per la “l’ordine pubblico” e non di certo per la presenza di spazi come il nostro, ma per l’aumento delle estorsioni, delle rapine e delle frodi: fatti di cui evidentemente ci si occupa ben poco!

Occorre scegliere: si può stare dalla parte di chi lascia famiglie e bambini per strada, di chi dispone assurde misure cautelari e condanne per gli attivisti sociali, di chi ha deciso che dobbiamo andarcene per far posto ad un albergo di lusso che nessuno vuole,di chi favorisce con appalti da milioni di euro i soliti amici ma poi viene assolto perchè “la corruzione impropria in quel momento non era reato”. Insomma di chi ha reso Bologna un luogo dove la politica non decide più niente perché incapace di intendere e di volere di fronte agli interessi dei potenti.

Oppure si può scegliere di stare con chi non si rassegna al destino di miseria che hanno scritto sulla pelle della nostra generazione. Anche i più miopi conoscono il valore di Làbas, dei suo i progetti e quanto siano radicati tra la cittadinanza. Del resto sappiamo bene che Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria della caserma, preferisce fare affari con i fondi sovrani del Qatar, del Kuwait e degli Emirati Arabi piuttosto che investire un capitale -fatto di fondi pubblici- in progetti a scopo sociale. Ma nel paese in cui governano i non eletti, in una regione in cui ha votato il 37% degli aventi diritto e soprattutto in una città in cui la campagna elettorale si fa cancellando le esperienze sociali di opposizione politica è ancora possibile costruire un’alternativa che li mandi per sempre a casa. Partiamo dallo scegliere da che parte stare.

L’appuntamento è domani alle ore 12.00 a Làbas per una conferenza stampa pubblica in cui illustreremo chiaramente le nostre richieste. #IoStoConLàbas #BolognaSottoSequestro

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