Action Camp against G7 in Bologna

action camp

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*Làbas sarà il luogo dell’Action Camp contro il G7 sull’ambiente che si terrà a Bologna*

Per due notti e tre giorni gli attivisti e le attiviste che da ogni parte d’Europa e del mondo vorranno partecipare alle mobilitazioni potranno campeggiare nell’ex caserma Masini.

* Làbas will be the place of the Action Camp against the G7 Environment Ministers Meeting in Bologna.

For two nights and three days, activists who from all over Europe and the world will want to participate in the mobilization will be able to camp in Làbas

▼ Qui di seguito il contributo di Làbas e Tpo

CHANGE THE SYSTEM,
NOT THE ENVIRONMENT!

Action Camp against Bologna G7
2017 June 09- 10-11

I prossimi 11 e 12 di giugno Bologna ospiterà il G7 sull’ambiente. I potenti della terra si riuniranno in qualche spazio perimetrato della città per discutere di temi centrali come il cambiamento climatico, le emissioni inquinanti, la tutela dei territori, l’agricoltura e l’alimentazione, il modello di sviluppo. Si tratta di questioni che riguardano la vita di miliardi di persone e che non possono essere delegate nelle mani di pochi. In questi mesi, infatti, l’Italia ospiterà una serie di Summit, mentre Amburgo a luglio ospiterà il G20. L’appuntamento bolognese sarà l’ultimo prima del summit tedesco.
A differenza degli anni passati, profondi sono i cambiamenti che hanno mutato il panorama internazionale e che rendono questi incontri particolarmente importanti. Il sogno di un mercato unico globale a trazione americana ha lasciato il posto ad un risiko di aree di influenza in concorrenza fra di loro. Accanto alla competizione economica si riaffaccia prepotentemente il fantasma della guerra. In questo contesto l’Europa costituisce lo spazio di intersezione di una serie di crisi che coinvolgono tanto il modello di sviluppo quanto le frontiere della cittadinanza. La promessa neo-liberale di una crescita infinita coniugata ad un benessere diffuso si è frantumata davanti alla dura realtà della stagnazione economica e delle politiche di tagli sociali e filo spinato. Ovunque sono spuntate pulsioni sovraniste che sembrano promettere una via d’uscita dall’incertezza tramite la ridefinizione di perimetri nazionali. Nulla di più illusorio. Il nazionalismo e il protezionismo si presentano come nuove armi per rinforzare una competizione internazionale sempre più aggressiva. Di fronte a questo quadro di profonda e strutturale incertezza, i summit mondiali dei prossimi mesi si pongono l’obiettivo di trovare una gestione flessibile del disordine globale.
Le politiche ambientali saranno certamente uno dei punti più discussi. In questi anni è divenuto sempre più chiaro come attorno ai temi ambientali si giochi una partita più ampia sul tipo di società che immaginiamo. Non a caso il meeting di Bologna avrà per oggetto l’agenda di Parigi sui cambiamenti climatici e l’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile ed è noto come rispetto all’accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni nocive l’America di Trump stia già facendo un passo indietro. La Shock Economy così come il Green Capitalism sono diversi modi in cui negli ultimi anni il capitalismo ha provato a fare dei territori, delle risorse naturali e della vita umana delle risorse da mettere a valore. È così che mentre si parlava di lotta alla povertà le disuguaglianze sono cresciute, mentre si discuteva di affrontare il problema della fame nel mondo veniva svenduta la sovranità alimentare dei popoli, alle politiche energetiche facevano da contraltare guerre per il petrolio, alla tutela dell’ambiente il cambiamento climatico e l’inquinamento di terre e mari.
Bologna ospiterà dunque un G7 i cui temi non possono essere delegati agli interessi di pochi potenti. Il summit non può ridursi ad uno spot pubblicitario per le politiche di agro-business che si prefiggono di cambiare il volto della città nei prossimi anni. Alle porte di Bologna sta nascendo la famosa Disneyland del cibo di F.I.CO. – ennesima grande speculazione immobiliare sulle spalle del territorio – e nel 2019 si svolgerà l’International Horticultural Exposition. Proprio il nodo dell’alimentazione, che interseca la qualità della vita con la crescente disparità di risorse tra ricchi e poveri, va affrontato nei termini di politiche sociali e non di affare privato.
Numerose sono le lotte che negli ultimi anni hanno rifiutato lo sfruttamento dei territori proponendo, allo stesso tempo, un diverso modello di sviluppo basato sulla cooperazione e i beni comuni – dalle lotte dei Sioux in Nord Dakota a quelle contro le miniere di carbone in Germania, la battaglia referendaria e sui territori contro l’istallazione di decine di Trivelle nel mar adriatico, la lotta contro il gasdotto TAP e l’espianto degli ulivi. Il G7 di Bologna diventa quindi l’occasione per praticare un momento di convergenza fra tutte quelle realtà locali e internazionali che lottano per fare dell’ambiente la nostra casa comune e non una risorsa da svendere. Le giornate di giugno possono diventare un passaggio all’interno di un percorso globale di opposizione a questo nuovo (dis)ordine mondiale che si auto-rappresenterà ad Amburgo. Per questo lanciamo un action camp presso Làbas occupato per il 9-10-11 di giugno e invitiamo a partecipare all’assemblea che si terrà a Bologna il 23 aprile per costruire tutti insieme una mobilitazione dal basso. Sarà l’occasione per unire le nostre forze, confrontare esperienze e prospettive, praticare l’alternativa. È tempo di agire, rimettiamoci in cammino.

Action Camp against Bologna G7
2017 June 09-10-11

The next 11 and 12 June Bologna will host the G7 Environment Ministers Meeting. The Earth’s powerful will gather in some restricted space of the city to discuss central issues such as climate change, air pollutiuon, land protection, agriculture and nutrition, the model of development. These are issues that concern the lives of billions of people and can not be delegated to the hands of a few. In these months, Italy will host a series of summits, while Hamburg will host the G20 in July. The Bologna event will be the last one before the German summit.
Unlike the past few years, radical changes have transformed the international scenario and make these meetings particularly important. The dream of a US-lead global single market has left space to a rush of areas of influence competing between them. Alongside the economic competition, the ghost of war overwhelmingly reappears. In this context, Europe is the intersection of a series of crises that involve both the development model and the frontiers of citizenship. The neo-liberal promise of infinite growth conjugated to widespread well-being has crushed in the face of the harsh reality of economic stagnation and social cuts and barbed wire policies. Wherever sovereign impulses emerge, they seem to promise a way out of uncertainty through the redefinition of national perimeters. Nothing more illusory. Nationalism and protectionism are emerging as new weapons to reinforce an increasingly aggressive international competition. In front of this framework of deep and structural uncertainty, the global summits of the coming months are set to find a flexible management of global disorder.
Environmental policies will certainly be one of the most discussed issues. Over the years, it has become increasingly clear how on environmental issues a wider game is played on the type of society we imagine. Not accidentally, the Bologna meeting will be about the Paris Agenda on climate change and 2030 Agenda on sustainable development, and it is known that Trump America is already making a step back on the Paris agreement on the reduction of harmful emissions. Shock Economy as well as Green Capitalism are several ways in which past few years capitalism has tried to make lands, natural resources and human lives worthwhile. So, when they spoke about combating poverty, inequalities grew; while they discussed about addressing world hunger problem, peoples’ food sovereignty has been undersold; the wars for oil were the counterpart of energy policies, climate change and pollution of land and seas as the counterparts of protection of the environment
Bologna will host a G7 whose topics cannot be delegated to the interests of few powerful. The summit cannot be reduced to a commercial for agri-business policies that aim to change the face of the city over the next few years. At the gates of Bologna, F.I.CO. – the so-called Disneyland of food – is being born (another real estate great speculation on the shoulders of the territory) and in 2019 the International Horticultural Exposition will take place. The crux of nutrition, which intersects the quality of life with the growing disparity of resources between rich and poor, must be addressed in terms of social policies and not of private affairs.
Numerous struggles in recent years have refused lands’ ecploitation while at the same time proposing a different model of development based on cooperation and commons – from the Sioux fights in North Dakota to those against coal mines in Germany, including referendum battle and local resitences against the installation of dozens of drills in the Adriatic Sea, the fight against the TAP pipeline and the olive trees removal. Bologna G7 thus becomes an opportunity to practice a moment of convergence between all those local and international organizations that strive to make environment our common home and not a resource to be sold. The June days can become a step in a global opposition to this new world (dis)order that will be self-represented in Hamburg. That is why we are launching an action camp at Làbas on June 9, 10 and 11, and we invite you to attend the assembly that will be held in Bologna on 23 April to build a mobilization from below. It will be an opportunity to unite our strengths, to share experiences and prospects, to practice the alternative. It’s time to act, let’s get on the road.

Làbas è in via Orfeo, 46 – Bologna – Pianeta Terra
Quartiere Santo Stefano Antifascista

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