#RIAPRIAMOLÀBAS – GRANDE MANIFESTAZIONE – 9.09.17 – BOLOGNA

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Hanno sgomberato Làbas dopo quasi cinque anni di attività al Quartiere Santo Stefano, nell’ex caserma Masini che abbiamo rigenerato dopo 20 anni di abbandono delle istituzioni.

Hanno sgomberato uno dei laboratori politici, sociali e culturali più importanti e partecipati a Bologna, in una città sempre più mediocre, senza idee e senza futuro.

Ma i nostri corpi, le nostre vite, le nostre passioni e i nostri sogni non si fermeranno con uno sgombero. Lo dimostrano i migliaia di messaggi, attestati ed iniziative di solidarietà giunti in poche ore da tutta Bologna, l’Italia e il Mondo.

Il motivo è semplice: quello che abbiamo fatto in questi cinque anni è andato ben al di là dei muri dell’ex caserma Masini, ed è diventato un orizzonte di possibilità per tutti.

Ora è tempo di dare una risposta forte e determinata a quello che è successo ieri.

È per questo che abbiamo deciso di lanciare due appuntamenti: il 30 agosto ci troveremo per un’assemblea pubblica aperta a tutte e tutti, mentre il 9 settembre ci rimetteremo in cammino in una grande manifestazione nella quale tutte e tutti insieme andremo, con gioia e determinazione, a riprenderci ciò che è nostro.

*Per adesioni ed informazioni scrivere a riapriamolabas@gmail.com.

Qui l’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1396308287155571/
#RIAPRIAMOLÀBAS

SMONTARE L’IMMAGINARIO GREEN Verso Genuino Clandestino – 21, 22 23 aprile @ Làbas

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In un contesto nazionale in cui la crescita dei consumi di cibo biologico dura ininterrottamente da oltre un decennio (tanto che nel 2016 in Italia il consumo stimato di prodotti biologici ammonta a circa 2,5 miliardi di euro) sentiamo la necessita di porre alcune domande.
Domande che hanno tante facce. Da un lato vogliono smontare un immaginario “green” di cibo buono, pulito e giusto, quando proprio la produzione e la distribuzione del cibo vengono usate come strumenti di accumulazione; dall’altro lato queste domande vogliono guardare alle nostre pratiche, quelle che quotidianamente mettiamo in campo, o sul piatto, per marcare l’opposizione a un sistema agroalimentare che si fonda sullo sfruttamento della terra e delle persone.
Parliamo di accessibilità: nel 2016 i giornali ci raccontano di un’impennata sotto le Due Torri dei costi di alberghi e ristoranti. In una città che da tre anni vive una sorta di paralisi dei prezzi, a causa della crisi, fanno eccezione il mondo del “Food” e le strutture ricettive, che rispetto all’anno scorso hanno registrato un rincaro nei listini del 6%. Allo stesso tempo, e nelle stesse strade,l’impoverimento diffuso, l’aumento del costo della vita e l’erosione del sostegno sociale fanno sì che migliaia di persone in città non abbiano le risorse materiali sufficienti per accedere a un cibo di qualità, mentre invece i sistemi di produzione e distribuzione su larga scala sono in grado di mantenere prezzi bassi e accessibili alla maggior parte della popolazione, abbattendo però il costo del lavoro e rinunciando alla qualità del prodotto. Parliamo quindi di un sistema agroalimentare che produce cibo di lusso per pochi e cibo spazzatura per tutte/i le/gli altre/i, studenti,lavoratrici/lavoratori, pensionate/i, precari(e), disoccupate/i, cioè le/gli escluse/i da un nuovo modello di cibo bio d’eccellenza. Non solo, ma esclusi anche dall’idea di città che questo modello vuole imporre.
Capita infatti che il cibo, soprattutto nella “Bologna City of Food”,diventi un fattore decisivo nel disegno della città che verrà. Dentro a questo disegno troviamo il progetto F.I.Co., Fabbrica Italiana Contadina, un parco giochi del cibo e della sua catena di produzione, fratello minore di Expo 2015 e nuovo maxi progetto di Eataly, che verrà realizzato al Caab per mettere in vetrina una realtà agricola prodotta a misura di museo. Già sappiamo come grandi eventi e grandi opere trasformano, devastano e impoveriscono i territori e chi li abita: la costruzione di F.I.Co. prevede la cementificazione dell’aera adiacente per un’estensione di 85.000 metri quadri, la costruzione di servizi ed esercizi, l’aumento degli affitti e la conseguente trasformazione della composizione sociale della zona.
Si tratta di un progetto quindi che vuole fare un’esibizione di una dimensione contadina che nulla ha a che vedere con l’autodeterminazione alimentare, con l’agricoltura contadina biologica vera, con la dignità del lavoro e con la costruzione di comunità territoriali libere di decidere autonomamente che cosa è legittimo e cosa no.
Ecco così la nostra necessità di esprimere la totale estraneità ed avversione rispetto a un modello di città che non è più alla portata di chi la vive, ma di chi la consuma, la mangia e paga –salatamente- il conto.
Ecco così il nostro bisogno di praticare forme di autogestione e di resistenza per costruire immaginari diversi, per affermare che “l’altra città esiste davvero!” Per questo abitiamo e difendiamo gli spazi sociali della città, perché abbiamo bisogno di vivere alternative praticabili e coerenti, basate sulla solidarietà e sulla partecipazione, e di costruire dal basso comunità territoriali realmente democratiche e antigerarchiche.
Invitiamo tutte e tutti all’ Incontro nazionale Bologna Genuino Clandestino

  • testo tratto dalla pagina Facebook di Genuino Clandestino

NASCE LÀBIKE, LA CICLOFFICINA DI LÀBAS!

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Un nuovo progetto di coworking a portata di tutt*, uno spazio di lavoro, ma soprattutto di inclusione sociale, di confronto e condivisione di esperienze dal riciclo alla manodopera; un posto dove poter apprendere nozioni, lavorare in gruppo e acquisire le basi necessarie per sistemare una bici e, perché no, anche costruirla. Abbiamo pensato che potesse essere una buona idea ecologica come risposta alle modifiche urbane e all’elevato grado di inquinamento della città; una soluzione vantaggiosa e divertente per riscoprire l’utilizzo della bici.

Làbike sarà un laboratorio accessibile a tutti e tutte poiché crediamo che la vera ricchezza non sia solo la condivisione di un bene, ma anche il risultato di una collaborazione a più mani.

*Ci vediamo ogni mercoledì dalle 17.00 alle 20.00*

🍻INAUGURIAMO LA NUOVA BIRRERIA DI LÀBAS🍻

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Un tempo questo era il “Circolo Ufficiali” della Caserma Masini. Un luogo di pregio, con le pareti affrescate, un camino ed un bancone da bar ancora in piedi. Proprio in questi locali i partigiani che il 21 aprile del 1945 cacciarono i fascisti trovarono numerosi strumenti di tortura. Oggi siamo orgogliosi di annunciare, dopo 20 anni di oblio, la riqualificazione di quest’area di Làbas lasciata – come tutto il resto – all’abbandono e al degrado dallo Stato e dagli enti locali. Ecco a voi la birreria di Làbas, nata grazie al lavoro di chi ha dato vita aSchiumarell – Birrificio sociale , il nostro laboratorio di produzione di birra artigianale e biologica. Ci vediamo mercoledì alle 20.00 all’inaugurazione. Qui l’evento: https://www.facebook.com/events/397938287243001/
Foto e disegno di Mario Qael

Incontro nazionale Genuino Clandestino a Làbas

Siamo davvero content*.

Dopo anni torna a Bologna Genuino Clandestino

Ad accoglierlo non sarà la “City of Food” dell’ inflazione alimentare, non sarà la futura “Disneyland del cibo” F.I.Co. e nemmeno il prossimo Passante di Mezzo: sarà, invece, la città della cooperazione sociale, la città dei mercati e degli spazi autogestiti, la città dello sviluppo sostenibile.

Quella città che contrariamente a chi la amministra conosce bene il valore politico, sociale e culturale di uno spazio come Xm24, “semenzaio” di quelle radici che in tanti anni hanno scavato e sono arrivate a creare nuovi germogli, una rete attiva di contadini e contadine, mercati cittadini, spazi sociali, gruppi di acquisto solidali, c.s.a. e cucine autogestite.

In quei giorni Làbas sarà crocevia di tante esperienze dalle infinite “sfumature”: è questa la biodiversità che si vorrebbe sequestrare? È un luogo accessibile a tutti e tutte che si vorrebbe far tornare alla polvere?

Per maggiori informazioni scriveteci pure o visitate il sito:http://genuinoclandestino.it/

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MOLLIAMO GLI ORMEGGI: NASCE IL “COMITATO PER LA TUTELA E L’ AFFERMAZIONE DELL’ESPERIENZA DELL’EX CASERMA MASINI BENE COMUNE”

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Da un po’ di tempo a Bologna si fatica ad avere certezze e come spesso accade in queste situazioni è il tema della legalità ad occupare la scena, a scapito della politica. Tuttavia, non abbiamo mai pensato che il destino dell’esperienza di Làbas dipendesse solamente dai capricci o dall’incapacità di intraprendere una posizione chiara da parte di chi detiene il potere in città.

È questo il motivo per cui, dal mandato di un’assemblea di oltre quattrocento persone, abbiamo deciso di costituire un Comitato ampio e popolare, libero e democratico, che avrà la missione di tutelare quanto in tre anni e mezzo siamo riusciti a costruire dentro e fuori l’ex Caserma Masini.

Sarà una cassetta degli attrezzi, con alla base quei punti programmatici emersi proprio dall’assemblea, in cui tanti potranno riconoscersi ed avere capacità decisionale, andando oltre coloro che compongono l’assemblea di gestione di Làbas e comprendendo la grande comunità di cittadini e cittadine che considerano l’ex caserma un bene comune.

Abbiamo pensato di presentare il Comitato, lo Statuto, il suo funzionamento e gli incarichi provvisori di Presidenza, Vicepresidenza e Tesoreria in una conferenza stampa pubblica che si terrà mercoledì 10 febbraio alle ore 17.30 a Làbas. Alle ore 18.30 invece si svolgerà l’iniziativa promossa dall’associazione La Boa chiamata “Spazi Tenaci”, che vedrà discutere di rigenerazione urbana l’Asilo di Napoli, l’ Associazione Culturale Interzona / Trans Europe Halles e Làbas stesso.

Molte altre iniziative, ma soprattutto tante sorprese, attendono di essere svelate nei prossimi giorni. Insomma non abbiamo confuso l’incertezza con la noia, la persistente assenza di una trattativa con una ingenua attesa.

Del resto, il termine Comitato deriva dal latino “cum” e “itus”, cioè dall’andare insieme. Si parte!

IL TEMPO DELLA SCELTA 27 gennaio 2016

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Fors i tre anni e mezzo di storia non sono molti, ma certamente sufficienti a comprendere quanto Bologna sia in una fase cruciale di trasformazione dei propri equilibri politici, sociali, di potere.

La spada di Damocle del decreto di sequestro minaccia l’ex caserma Masini. Se dunque qualcuno pensa di poter decidere, senza tutti noi, le sorti di quest’esperienza, la partita è truccata.

Dopo alcuni mesi di pittoresche dichiarazioni a mezzo stampa, c’è stato un contatto con l’amministrazione comunale. Ad oggi, però, non è pervenuta nessuna proposta concreta di soluzione al possibile sgombero, ma laddove ce ne saranno, vogliamo valutarle alla luce del sole con tutti coloro che hanno reso possibile l’esistenza di Làbas.

Numerose esperienze ci mostrano che è possibile resistere, modificare uno scellerato piano edilizio, approvare delibere – come avvenuto anche in altre città – che assegnano spazi in qualità di “beni comuni” senza nemmeno gravare sulle casse pubbliche. È possibile quindi far continuare a vivere Làbas.

A questa politica non abbiamo mai chiesto nulla, se non di farsi da parte. A Cassa Depositi e Prestiti non abbiamo mai chiesto nulla, se non di fare un utilizzo sociale e non speculativo di beni che compra con buona parte di investimenti pubblici.

Abbiamo mostrato insieme una Bologna diversa in cui si sono riconosciute nel tempo migliaia di persone, che giorno dopo giorno ne hanno costruito una straordinaria storia collettiva. Se in pochi, dall’alto, hanno deciso di costruire al nostro posto un albergo di lusso.. noi in tanti, dal basso, decideremo come opporci a questa scelta e quale strada intraprendere in futuro!

A voi che avete dato vita ai progetti e alle iniziative, a voi che a quei progetti e quelle iniziative avete partecipato con entusiasmo, a voi che avete animato le nostre serate, a voi che avete reso il mercato del mercoledì una piazza come quelle di un tempo, insomma a voi: donne e uomini liberi come noi di sognare una città migliore, è rivolto l’invito a partecipare al grande evento che sarà l’assemblea di mercoledì 27 gennaio, ore 19.00 a Làbas.

È tempo di scegliere. Di scegliere insieme.

Adelante resiste! Presidio permanente contro ogni sgombero!

villaDomani il nostro conseuto mercoledì di mercato si svolgerà ad un orario ridotto dalle 17.00 alle 21.00 per consentire a tutta la nostra comunità di difendere Villa Adelante, l’occupazione di viale Aldini 116, dalla minaccia di un imminente sgombero. L’appuntamento è per domani alle ore 6:30 per una “colazione sociale”. Di seguito l’evento e il comunicato:

Adelante resiste!

Bologna, 2015. Una città in cui gli sfratti sono all’ordine del giorno. Una città in cui migliaia di persone hanno scelto, e son state forzate a scegliere, la via dell’occupazione per poter sopravvivere. Una città in cui le istituzioni non riescono a dare risposta a questi disagi. Una città in cui l’arrivo del nuovo questore Coccia ha portato a molti sgomberi, alcuni di spazi sociali, altri di spazi abitativi, e tutti dopo pochi giorni (o ore) dall’ occupazione. 

Ora anche Villa Adelante è sotto attacco! Ci sono arrivate pesanti minacce di sgombero, da parte del proprietario Gianluca Muratori che mai ha voluto fermarsi a confrontarsi con noi, preoccupato solo a come far cassa speculando su tutto il territorio bolognese, e non guardando al di là del proprio portafoglio. Un personaggio più volte indagato, con la sua creatura UNIFICA gestisce appalti pubblici per milioni di euro. Noi non ci stiamo, non accettiamo che una problematica sociale, che non torva risposta dalle istituzioni, diventi una questione di ordine pubblico. Difenderemo la Villa ed il diritto delle persone che ci abitano di avere un tetto sopra la testa. Per questo da domani, mercoledi 17 giugno, ore 6 e 30 del mattino, presidio anti-sgombero davanti viale Aldini 116. Invitiamo quindi alla “Colazione sociale” tutta quella Bologna che pratica diritti, dal basso e nel sociale, con forme e metodi anche diversi tra loro. Invitiamo tutti coloro che continuano a difendere il sociale dai mille attacchi che quotidianamente subisce (dai tagli al welfare agli sgomberi di case occupate).

In questa città c’è chi organizza dal basso nuove pratiche di welfare condiviso, aprendo spazi abbandonati da anni, autorecuperandoli e rendendoli un luogo dove poter abitare e (ri)cominciare a costruire una vita degna. Nell’occupazione abitativa di Villa Adelante vivono 25 persone, comprese tra i 2 mesi ed i 68 anni di età, persone che non hanno avuto nell’occupazione l’unica alternativa alla strada. Negli 8 mesi di occupazione Villa Adelante è stata un laboratorio straordinario di co-abitazione tra tanti e tante diversi tra loro, un’esperienza di mutualismo a tutto tondo in grado di non limitarsi al soddisfacimento della necessità di un tetto sotto cui vivere ma in grado di costruire fortissime relazioni di solidarietà. 

Siamo infatti in una città in cui l’elemento oramai strutturale della crisi abitativa è sentito non solo da chi ha sulle spalle questo peso, ma anche da tutta quella parte del territorio che ha a che fare con il sociale ogni giorno. Per questo giovedì 18 giugnoabbiamo programmato anche l’assemblea pubblica Difendere il sociale: Giustizia sociale e pratica dei diritti nella Bologna di oggi” in cui mettere in connessione tutte quelle esperienze che operano nel sociale, che siano esse realtà di movimento, associazioni, sindacati, che non parlano solo di casa, ma che parlano di lavoro, di servizi, di scuola e di assistenza, perchè tutto questo è il welfare che ogni giorno le istituzioni, soprattutto quelle del governo ‘centrale’, stanno cercando di smantellare.

Ribadiamo l’invito alla “colazione sociale” a tutti coloro che scelgono di stare dalla parte dei diritti e della dignità, che per noi viene sempre prima del denaro e della proprietà, ad essere con noi dalle 6 e 30 di mercoledi mattina in poi, per contrastare  l’ennesimo attacco a chi tenta dal basso di costruire delle alternative concrete con chi la crisi la sta subendo ormai da troppo tempo e decide di alzare la testa..

 

Villa Adelante non si tocca!!!

ADL Cobas Emilia Romagna
Campagna #ioccupo

 

DUE ANNI DI OCCUPAZIONE. DUE ANNI DI LOTTE. DUE ANNI DI PROGETTI.

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Ci siamo.

Siamo quasi arrivati a due anni di occupazione dell’ex caserma Masini da parte del collettivo Làbas.

Due anni in cui son state aperte, attraversate, queste mura, che prima erano state lasciate ai piccioni, ai topi e alle intemperie.

Due anni in cui ci siamo riappropriati di questo spazio, e con noi se ne sono riappropriati il quartiere, la città, ogni singolo musicista, produttore, artista, studente, bambino, mamma, papà, professore, anziano e tutti quelli che non si riconoscono in queste categorie, facendolo diventare piazza di scambio politico, sociale, umano.

Due anni in cui da queste mura sono uscite lotte, dalla campagna bologna is not for sale, all’ultima #ioccupo, da manifestazioni affianco ai fratelli migranti, manifestazioni contro i nuovi e vecchi fascismi, azioni per il diritto allo studio, il diritto alla città e all’abitare, contro il carovita, contro il F.I.Co..

Andando anche fuori dallo stivale, da Francoforte contro la BCE e arrivando fino alla Tunisia, passando per la Turchia ed ora a Kobane.

Due anni di progetti che son cresciuti o hanno intrecciato le mura di Làbas e si sono evoluti fino a uscirne e contaminare ciò che ci sta intorno, come Làbimbi, la Biopizzeria, Orteo, lo sportello per il diritto all’abitare, Campi aperti, i balli popolari……

I primi due anni sono andati.

E sono solo i primi due.

Vi invitiamo a riappropiarvene, a rivendicarli e a viverli insieme a noi

Vi invitiamo a raddoppiare con noi la gioia che questi anni ci ha portato questa esperienza, che è solo all’inizio.

Mercoledì 12 Novembre aspetta la mezzanotte con noi per quello che Làbas è stato e verso quello che sarà.

h 17.30 -> Dolci formine
laboratorio di cucina bio per bambini a cura di Làbimbi

h 19.30 -> Cena di autofinanziamento
a cura di ORTEO e la BIOPIZZERIA

dalle 19.00 live set with
-> Betta e Lore in “danze folk”
-> I suonatori della valle del Savena in “bàl stàcc”
-> DJ Farrapo feat. Tim Trevor Briscoe (ElectroSwing & GlobalBass)

inoltre per tutto il pomeriggio e la sera…….
Reading
Live Painting
Proiezioni, Mostre ed installazioni
Qualche cocktail e un po’ di freestyle
Giocoleria

No F.I.Co.: Una voce scomoda per la città rossa

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Oggi Bologna ha vissuto una giornata particolare: nella città che era ‘rossa’ e ora vorrebbe passare come ‘democratica’ abbiamo assistito alla negazione di diritti basilari, come quello al dissenso e al confronto.

Oggi Bologna ha rivisto l’avvio quel processo di svelamento e denuncia delle contraddizioni che stanno dietro il modello di lavoro Poletti e dietro la futura grande opera bolognese: F.I.Co..

Sulla scia della protesta dei lavoratori di Eataly Firenze, dove a 60 dipendenti è stato negato il rinnovo del contratto e sono quindi stati lasciati a casa senza alcun preavviso o alcuna forma di tutela, e solidarizzando con essi, oggi decine di attivisti e attiviste hanno bloccato le casse di Eataly-Coop Ambasciatori, denunciando il modello del lavoro dell’azienda di Farinetti, la sua politica delle assunzioni a ‘fisarmonica’ e l’ipocrisia della sua retorica sul “buon lavoro”.

Successivamente gli stessi attivisti/e si sono recati con determinazione al Parco Nord con l’idea di portare la propria voce di dissenso, per dimostrare a tutti che a Bologna c’è chi alcune domande e alcune criticità attorno alla ‘nuova grande opera bolognese’ se le pone.

La risposta da parte del Partito Democratico e della Questura è stata chiara: decine di agenti in tenuta antisommossa hanno impedito l’accesso alla ‘Festa dell’Unità’ che, alla faccia del nome, preferisce creare dei muri piuttosto che aprire al confronto. Di fronte alla rivendicazione di un diritto basilare come quello di fare un semplice volantinaggio, in forma pacifica, all’interno della festa la risposta è stata irremovibile. Quando poi si è provato a raggirare il blocco, gli attivisti sono stati pedinati e bloccati a centinaia di metri non dal dibattito, ma dalla festa stessa, negando loro persino di potersi avvicinare ai cancelli d’ingresso.

Per un partito che si definisce ‘democratico’, aperto al confronto e al dialogo, per non dire di sinistra, è abbastanza imbarazzante far schierare i reparti all’ingresso di una festa per impedire la più semplice e pacifica dimostrazione di dissenso. Un atteggiamento che, a nostro avviso, mostra benissimo quanto siano forti gli interessi in gioco, quanta paura ci sia dietro al fatto che alcuni possano far emergere tutte le contraddizioni celate dietro Fico e l’intero sistema che rappresenta.

Se i democratici Farinetti e Segrè si chiedessero come mai non siamo ancora andati a confrontarci con loro, probabilmente potrebbero trovare la risposta in quel reparto celere che ha fatto schierare all’ingresso della Festa dell’Unità proprio quel partito che ormai di democratico ha solamente il nome.

La giornata di oggi da solamente più forza a quel percorso di opposizione sociale a quella grande opera che nessuno, al di fuori di chi ci farà soldi, ha chiesto e immaginato. Invitiamo perciò chiunque, associazioni, singoli, collettivi a partecipare all’assemblea cittadina che si terrà Mercoledì 10 Settembre, ore 19, presso Làbas, spazio sociale in via Orfeo 46.

 

..la natura ci insegna che i rami del fico, se sovraccaricati, cedono..

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