Adelante resiste! Presidio permanente contro ogni sgombero!

villaDomani il nostro conseuto mercoledì di mercato si svolgerà ad un orario ridotto dalle 17.00 alle 21.00 per consentire a tutta la nostra comunità di difendere Villa Adelante, l’occupazione di viale Aldini 116, dalla minaccia di un imminente sgombero. L’appuntamento è per domani alle ore 6:30 per una “colazione sociale”. Di seguito l’evento e il comunicato:

Adelante resiste!

Bologna, 2015. Una città in cui gli sfratti sono all’ordine del giorno. Una città in cui migliaia di persone hanno scelto, e son state forzate a scegliere, la via dell’occupazione per poter sopravvivere. Una città in cui le istituzioni non riescono a dare risposta a questi disagi. Una città in cui l’arrivo del nuovo questore Coccia ha portato a molti sgomberi, alcuni di spazi sociali, altri di spazi abitativi, e tutti dopo pochi giorni (o ore) dall’ occupazione. 

Ora anche Villa Adelante è sotto attacco! Ci sono arrivate pesanti minacce di sgombero, da parte del proprietario Gianluca Muratori che mai ha voluto fermarsi a confrontarsi con noi, preoccupato solo a come far cassa speculando su tutto il territorio bolognese, e non guardando al di là del proprio portafoglio. Un personaggio più volte indagato, con la sua creatura UNIFICA gestisce appalti pubblici per milioni di euro. Noi non ci stiamo, non accettiamo che una problematica sociale, che non torva risposta dalle istituzioni, diventi una questione di ordine pubblico. Difenderemo la Villa ed il diritto delle persone che ci abitano di avere un tetto sopra la testa. Per questo da domani, mercoledi 17 giugno, ore 6 e 30 del mattino, presidio anti-sgombero davanti viale Aldini 116. Invitiamo quindi alla “Colazione sociale” tutta quella Bologna che pratica diritti, dal basso e nel sociale, con forme e metodi anche diversi tra loro. Invitiamo tutti coloro che continuano a difendere il sociale dai mille attacchi che quotidianamente subisce (dai tagli al welfare agli sgomberi di case occupate).

In questa città c’è chi organizza dal basso nuove pratiche di welfare condiviso, aprendo spazi abbandonati da anni, autorecuperandoli e rendendoli un luogo dove poter abitare e (ri)cominciare a costruire una vita degna. Nell’occupazione abitativa di Villa Adelante vivono 25 persone, comprese tra i 2 mesi ed i 68 anni di età, persone che non hanno avuto nell’occupazione l’unica alternativa alla strada. Negli 8 mesi di occupazione Villa Adelante è stata un laboratorio straordinario di co-abitazione tra tanti e tante diversi tra loro, un’esperienza di mutualismo a tutto tondo in grado di non limitarsi al soddisfacimento della necessità di un tetto sotto cui vivere ma in grado di costruire fortissime relazioni di solidarietà. 

Siamo infatti in una città in cui l’elemento oramai strutturale della crisi abitativa è sentito non solo da chi ha sulle spalle questo peso, ma anche da tutta quella parte del territorio che ha a che fare con il sociale ogni giorno. Per questo giovedì 18 giugnoabbiamo programmato anche l’assemblea pubblica Difendere il sociale: Giustizia sociale e pratica dei diritti nella Bologna di oggi” in cui mettere in connessione tutte quelle esperienze che operano nel sociale, che siano esse realtà di movimento, associazioni, sindacati, che non parlano solo di casa, ma che parlano di lavoro, di servizi, di scuola e di assistenza, perchè tutto questo è il welfare che ogni giorno le istituzioni, soprattutto quelle del governo ‘centrale’, stanno cercando di smantellare.

Ribadiamo l’invito alla “colazione sociale” a tutti coloro che scelgono di stare dalla parte dei diritti e della dignità, che per noi viene sempre prima del denaro e della proprietà, ad essere con noi dalle 6 e 30 di mercoledi mattina in poi, per contrastare  l’ennesimo attacco a chi tenta dal basso di costruire delle alternative concrete con chi la crisi la sta subendo ormai da troppo tempo e decide di alzare la testa..

 

Villa Adelante non si tocca!!!

ADL Cobas Emilia Romagna
Campagna #ioccupo

 

“Il Mercoledì di Làbas” 25 Febbraio

JAZZ NORRIS

Un incrocio di ritmi americani e sonorità zigane, in cui il jazz si fonde con gli odori ed i sapori dell’Europa dell’est. Uno spettacolo intenso e vibrato, un viaggio che ripercorre a ritroso le atmosfere ed i suoni fino alla Francia della belle epoque, dei carrozzoni zigani e dei cabaret.

▼ dalle17.00

Campi aperti (Agricoltura biologica e mercati contadini) http://www.campiaperti.org/

▼ dalle 17.30

Làbimbi (Laboratorio di riciclo creativo)

▼dalle 19.30

Aperitivo con Làbiopizzeria (pizza a Km0)

▼dalle 20:30 (sala-portico)

Corso di balli tradizionali Bolognesi https://www.facebook.com/MorettinaCrew]

▼ dalle 20.30 (sala-entrata)

Jazz Norris -Live- https://www.youtube.com/watch?v=tFllVQPjgBg

**dalle 17:30 alle 19:00

Sportello per il diritto all’abitare – ADL

Làbas occupato
Via Orfeo 46, Bologna quartiere Santo Stefano (antifascista)

DUE ANNI DI OCCUPAZIONE. DUE ANNI DI LOTTE. DUE ANNI DI PROGETTI.

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Ci siamo.

Siamo quasi arrivati a due anni di occupazione dell’ex caserma Masini da parte del collettivo Làbas.

Due anni in cui son state aperte, attraversate, queste mura, che prima erano state lasciate ai piccioni, ai topi e alle intemperie.

Due anni in cui ci siamo riappropriati di questo spazio, e con noi se ne sono riappropriati il quartiere, la città, ogni singolo musicista, produttore, artista, studente, bambino, mamma, papà, professore, anziano e tutti quelli che non si riconoscono in queste categorie, facendolo diventare piazza di scambio politico, sociale, umano.

Due anni in cui da queste mura sono uscite lotte, dalla campagna bologna is not for sale, all’ultima #ioccupo, da manifestazioni affianco ai fratelli migranti, manifestazioni contro i nuovi e vecchi fascismi, azioni per il diritto allo studio, il diritto alla città e all’abitare, contro il carovita, contro il F.I.Co..

Andando anche fuori dallo stivale, da Francoforte contro la BCE e arrivando fino alla Tunisia, passando per la Turchia ed ora a Kobane.

Due anni di progetti che son cresciuti o hanno intrecciato le mura di Làbas e si sono evoluti fino a uscirne e contaminare ciò che ci sta intorno, come Làbimbi, la Biopizzeria, Orteo, lo sportello per il diritto all’abitare, Campi aperti, i balli popolari……

I primi due anni sono andati.

E sono solo i primi due.

Vi invitiamo a riappropiarvene, a rivendicarli e a viverli insieme a noi

Vi invitiamo a raddoppiare con noi la gioia che questi anni ci ha portato questa esperienza, che è solo all’inizio.

Mercoledì 12 Novembre aspetta la mezzanotte con noi per quello che Làbas è stato e verso quello che sarà.

h 17.30 -> Dolci formine
laboratorio di cucina bio per bambini a cura di Làbimbi

h 19.30 -> Cena di autofinanziamento
a cura di ORTEO e la BIOPIZZERIA

dalle 19.00 live set with
-> Betta e Lore in “danze folk”
-> I suonatori della valle del Savena in “bàl stàcc”
-> DJ Farrapo feat. Tim Trevor Briscoe (ElectroSwing & GlobalBass)

inoltre per tutto il pomeriggio e la sera…….
Reading
Live Painting
Proiezioni, Mostre ed installazioni
Qualche cocktail e un po’ di freestyle
Giocoleria

No F.I.Co.: Una voce scomoda per la città rossa

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Oggi Bologna ha vissuto una giornata particolare: nella città che era ‘rossa’ e ora vorrebbe passare come ‘democratica’ abbiamo assistito alla negazione di diritti basilari, come quello al dissenso e al confronto.

Oggi Bologna ha rivisto l’avvio quel processo di svelamento e denuncia delle contraddizioni che stanno dietro il modello di lavoro Poletti e dietro la futura grande opera bolognese: F.I.Co..

Sulla scia della protesta dei lavoratori di Eataly Firenze, dove a 60 dipendenti è stato negato il rinnovo del contratto e sono quindi stati lasciati a casa senza alcun preavviso o alcuna forma di tutela, e solidarizzando con essi, oggi decine di attivisti e attiviste hanno bloccato le casse di Eataly-Coop Ambasciatori, denunciando il modello del lavoro dell’azienda di Farinetti, la sua politica delle assunzioni a ‘fisarmonica’ e l’ipocrisia della sua retorica sul “buon lavoro”.

Successivamente gli stessi attivisti/e si sono recati con determinazione al Parco Nord con l’idea di portare la propria voce di dissenso, per dimostrare a tutti che a Bologna c’è chi alcune domande e alcune criticità attorno alla ‘nuova grande opera bolognese’ se le pone.

La risposta da parte del Partito Democratico e della Questura è stata chiara: decine di agenti in tenuta antisommossa hanno impedito l’accesso alla ‘Festa dell’Unità’ che, alla faccia del nome, preferisce creare dei muri piuttosto che aprire al confronto. Di fronte alla rivendicazione di un diritto basilare come quello di fare un semplice volantinaggio, in forma pacifica, all’interno della festa la risposta è stata irremovibile. Quando poi si è provato a raggirare il blocco, gli attivisti sono stati pedinati e bloccati a centinaia di metri non dal dibattito, ma dalla festa stessa, negando loro persino di potersi avvicinare ai cancelli d’ingresso.

Per un partito che si definisce ‘democratico’, aperto al confronto e al dialogo, per non dire di sinistra, è abbastanza imbarazzante far schierare i reparti all’ingresso di una festa per impedire la più semplice e pacifica dimostrazione di dissenso. Un atteggiamento che, a nostro avviso, mostra benissimo quanto siano forti gli interessi in gioco, quanta paura ci sia dietro al fatto che alcuni possano far emergere tutte le contraddizioni celate dietro Fico e l’intero sistema che rappresenta.

Se i democratici Farinetti e Segrè si chiedessero come mai non siamo ancora andati a confrontarci con loro, probabilmente potrebbero trovare la risposta in quel reparto celere che ha fatto schierare all’ingresso della Festa dell’Unità proprio quel partito che ormai di democratico ha solamente il nome.

La giornata di oggi da solamente più forza a quel percorso di opposizione sociale a quella grande opera che nessuno, al di fuori di chi ci farà soldi, ha chiesto e immaginato. Invitiamo perciò chiunque, associazioni, singoli, collettivi a partecipare all’assemblea cittadina che si terrà Mercoledì 10 Settembre, ore 19, presso Làbas, spazio sociale in via Orfeo 46.

 

..la natura ci insegna che i rami del fico, se sovraccaricati, cedono..

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|| 26 e 27 marzo || Giornate Green ||

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Làbas è una realtà in continua trasformazione.

Con l’arrivo della primavera ripensiamo insieme a come trasformare il Mercato di Campi aperti, che si svolge tutti i mercoledì, in una vera piazza, e a rendere Orteo un vero orto sociale!

> Mercoledì 26 marzo ore 18.00
Come ampliare il mercato di làbas?

Quella dell’ex caserma Masini vuole essere una vera e propria piazza, e come tale si adatta alle specificità di chiunque vuole trasformare, trasformandosi, lo spazio che attraversa.
Invitiamo artisti, artigiani, designers e chiunque fosse interessato a venire a discutere, proporre e definire insieme a noi come è possibile attuare, a partire dalla prossima primavera, tutto quello che abbiamo iniziato a immaginarci, consapevoli che la natura dello stesso rimane sempre libera e aperta.

> Giovedì 27 Marzo ore 20.30
Come l’orto si fa davvero sociale?

Un luogo in cui poter agire un rapporto con la terra e con le pratiche dell’agricoltura, nel quale poter vivere relazioni libere dai tempi e modi più umani.
Servono altri picconi per rompere l’asfalto, pale e zappe per lavorare la terra, altri semi per far nascere altri ortaggi.

Qua i comunicati di lancio >>

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La foglia di Fico – cosa si nasconde dietro la nuova grande opera bolognese

Da qualche mese stiamo seguendo la vicenda di questo mastodontico progetto di speculazione, come tanti altri, che si vuole nascondere dietro una patina green / ecosostenibile / etica. Perfettamente coerente con tutta la costruzione di Eataly di Farinetti&co.

Per cui stiamo costruendo l’opposizione cittadina a questa scempio, e lo stiamo facendo con tanti altri, singoli e soggettività, che sentono fin da qua la puzza di marcio: ecco il testo di presentazione de “la foglia di fico” – campagna per la sensibilizzazione contro F.I.C.O. che comincia (ma non si esaurisce) con un blog: http://fogliadifico.noblogs.org

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Il progetto “F.I.CO.”, Fabbrica Italiana Contadina, un parco giochi del cibo e della sua catena di produzione, è un’idea di Andrea Segrè, presidente del Caab e Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna, e di Oscar Farinetti, fondatore di Eataly.

Da inaugurare nel 2015, sarà realizzato all’interno del Caab, il mercato ortofrutticolo all’80% di proprietà del Comune (6% Regione). I soci pubblici mettono quindi a disposizione di un progetto privatissimo propri immobili per un valore di 55 milioni di euro, probabilmente con lo scopo (non dichiarato) di ridurre il debito di Caab.

Il resto delle risorse, 45 milioni di euro, vengono da: Coop (che possiede il 40% di Eataly), Granarolo, Manutencoop; Emil Banca e le coop “bianche” con Poligrafici (del Resto del Carlino), Ascom e Confcooperative; banca IMI (gruppo Intesa-S.Paolo), Carimonte (Unicredit) e fondazione Carisbo; a gennaio verrà reso noto quali fondi immobiliari/speculativi asiatici ed europei parteciperanno.

Diverse di queste aziende finanziano opere dannose per le persone e l’ambiente, accumulano risorse riducendo i processi che prevedono manodopera e attaccano una per una le condizioni di lavoro, sfruttando, precarizzando, esternalizzando i lavoratori. Che fortunatamente in qualche caso reagiscono con forza come hanno fatto i lavoratori, soprattutto migranti, della logistica esternalizzata di Granarolo, che non hanno accettato il taglio delle buste paga motivato pretestuosamente con la crisi e hanno iniziato a scioperare, non fermandosi neppure quando sono iniziati i licenziamenti, e raccogliendo una solidarietà crescente. Tra i 45 milioni di euro necessari per il F.I.CO. ci saranno, quindi, anche quelli sottratti ai lavoratori.

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La contrapposizione tra fabbrica (urbana) e campagna, che il F.I.CO. suggerisce già col nome, diventa un progetto patinato vocato solo alla convenienza economica con i suoi 40 ristoranti e le «stalle, acquari, campi, orti, officine di produzione, laboratori, banchi serviti, grocery […] Un percorso naturalmente attrezzato con adeguata cartellonistica, audio guide e accompagnatori didattici», che naturalmente dovrà avere sempre abbondanza di prodotti: alla faccia della stagionalità.

rendering progetto F.i.co.

L’idea che si debba ricreare in uno spazio ad hoc, tutto sommato ristretto, la complessa esperienza della produzione alimentare, ci sembra pura follia. È facilmente comprensibile che questa è un’azione rientrante nella strategia Bolognese di Eventi capaci di catalizzare il forte afflusso di persone e capitali dovuto all’Expo 2015 di Milano.

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Crediamo sia pericoloso relegare la dimensione “contadina” ad un livello di esibizione come si trattasse di un parco divertimenti, o ancora peggio di uno zoo reso produttivo. Così, il progetto, curato come una buona campagna pubblicitaria, promuove e supporta una logica che tende a un’agricoltura da palcoscenico.

I sei milioni di visitatori all’anno a cui ambisce avranno poi bisogno di infrastrutture – che saranno pagate dai cittadini, magari con l’ennesimo aumento del biglietto dell’autobus. Infrastrutture che porteranno i turisti dal centro alla vasta area compresa tra S. Donato, Granarolo e Castenaso, già devastata e inquinata dal punto di vista ambientale e territoriale e che si vuole ulteriormente lottizzare e cementificare. F.I.CO. si troverà a 300 metri dall’inceneritore del Frullo, impianto che espone la popolazione all’aumento di rischi di sviluppare tumori, leucemie e malformazioni fetali, nonché malattie respiratorie e cardiocircolatorie; F.I.CO. farà da traino alla cementificazione di 85.000 metri quadri nell’area adiacente, già prevista dal Comune.

Che lavoratori saranno poi quelli che Farinetti, come dichiara, “gode ad assumere”? Precarizzati ed esternalizzati come i facchini di Granarolo? A scadenza e con pretestuosi stage come quelli di Expo 2015? E quanti posti di lavoro si perderanno nelle attività economiche (nel piccolo commercio, nella ristorazione…) investite dal ciclone F.I.CO..? Perché i decisori non aiutano e valorizzano, piuttosto del F.I.CO., i molti contadini del bolognese che producono cibo di qualità e biologico (anche auto-certificato) e svolgono attività di divulgazione di un altro (e migliore) modo di produrre, consumare e lavorare?

Siamo contro il F.I.CO. perché rivendichiamo il diritto collettivo a decidere dell’uso e destinazione dei territori in cui viviamo e della provenienza dei cibi che mangiamo.

Rivendichiamo la difesa della nostra salute e dei nostri territori, contro la precarizzazione del lavoro e la Grande Opera F.I.CO. che completa l’accerchiamento di Bologna tra Passante Nord, TAV e Variante di Valico.

La natura insegna che i rami del fico, se sovraccaricati, cedono…

20.11.2013 – Territori Insorgenti

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Quarto appuntamento della rassegna FUTURO ANTERIORE ( http://www.globalproject.info/it/produzioni/bologna-futuro-anteriore/15327 ), un ciclo di incontri per interrogarsi sul controllo dei corpi, il divenire dei conflitti e dei movimenti costituenti tra città ed Europa.

Si terrà a Làbas occupato, mercoledì 20 novembre, durante il mercato biologico di CampiAperti.

Il dibattito si propone di indagare il rapporto tra territori sfruttati, avvelenati, messi in pericolo in nome del profitto e la capacità di intere comunità di resistere, a partire dalla difesa di salute, vita e terreni, per affermare altri modelli di sviluppo, rispetto ambientale e sovranità decisionale delle popolazioni.

Partendo dal libro “Il paese dei veleni” , scritto da Andreina Baccaro e Antonio Musella, ne parleremo con gli autori e con Gianfranco Bettin, scrittore, assessore al Comune di Venezia e curatore della prefazione al volume.

Introdurrà Pietro Ferrara, centro sociale Tpo.

25.09 – Mercato Campi Aperti / Incontro con i movimenti per l’acqua argentini / Concerto jazz&bossa nova

Mercoledì 25 settembre il Mercato di Campi Aperti a Làbas di riempie ancor più di contenuti.

> Dalle 17.30 Mercato con i produttori locali di Campi Aperti a Làbas: dalle 17.30 potrete acquistare direttamente dai produttori frutta, verdura, formaggi, pane, vino, farine, miele, olio, birra, legumi, zuppe, conserve e tanto ancora, tutto rigorosamente biologico e a km0!

> Ore 18.00
“Le lotte dell’acqua in Argentina: resistenza al neoliberismo fra estrazione mineraria, fracking e inquinamento”
Incontro con  Sebastián Touza – Attivista e professore Universidad Nacional de Cuyo (Argentina)

En los años ’90 los gobiernos neoliberales aprobaron una ley que hizo muy atractiva la explotación minera metalífera a gran escala en el lado argentino de la cordillera de los Andes. También se firmaron tratados con Chile que hicieron la explotación minera aún más atractiva. Pocos años después comenzaron a desarrollarese algunas explotaciones. En el año 2003 la ciudad de Esquel, en la Patagonia, rechazó un emprendimiento de extracción de oro con una lucha que involucró a prácticamente toda la población. En Mendoza, se viene organizando el rechazo a este tipo de explotación minera desde hace unos diez años. La lucha comenzó en los pueblos de montaña y se fue extendiendo a las grandes ciudades. Mendoza es un desierto, con muy poca agua. Este tipo de minería consume mucha agua y, además, la contamina con productos altamente tóxicos que infiltran las napas de agua subterránea. La lucha en Mendoza hasta ahora ha sido exitosa, como en Esquel y en otro pueblo llamado Famatina, en la provincia de La Rioja. Pero en la provincia de San Juan hay dos grandes explotaciones de oro. El gobierno nacional y los gobiernos provinciales apoyan la megaminería y mantiene buenos contactos con las multinacionales mineras. Sólo hablan de los recursos que se obtendrán de la explotación. Sin embargo, debido a las leyes aprobadas por los gobiernos neoliberales y que siguen vigentes, se concede a las empresas explotadoras enormes beneficios en términos de impuestos. Los gobiernos nacional y provinciales, además, prometen que no habrá contaminación, pero en un pueblo cercano a la mina La Alumbrera, los casos de cancer superan ampliamente el promedio.

Otra lucha por el agua está comenzando. Es la lucha contra la extracción de hidrocarburos no convencionales por un método que se conoce como fractura hidráulica o fracking, que consiste en fracturar la roca a cientos de metros bajo el suelo para permitir que salgan el gas y el petróleo allí encerrados. Este procedimiento utiliza mucha agua y productos químicos tóxicos. Está demostrado que el fracking contamina las napas de agua potable con químicos, petróleo y gas. Además, la fractura hace más frágiles los suelos y lleva a que se produzcan terremotos. Esto es aún más grave porque las principales zonas de explotación en la Argentina son ya sísmicas. Por ahora, en la Argentina este tipo de explotación se está realizando en un yacimiento llamado Vaca Muerta, en la provincia de Neuquén, situado en territorios habitados por los Mapuche, un pueblo originario de la patagonia. En Mendoza, esta lucha recién está comenzando.

> Dalle 20.00 aperitivo e concerto live Jazz & Bossa Nova con:

VOCE: Chiara Nozza
PIANO: Marco Paganucci
CHITARRA: Paolo Grasselli

11.09 – Mercato settimanale di Campi Aperti + OH!theladystone live

Dopo il successo della prima giornata, ritorna anche questo mercoledì il mercato di Campi aperti!

Dalle 17.00 mercato con produttori locali di prodotti biologici e a km0
e dalle 20.30 live in giardino di OH!THELADYSTONE

LàBAS e CAMPI APERTI
Da mercoledì 4 settembre l’ex caserma Masini ospiterà il mercato settimanale di prodotti biologici e a km0 di Campi Aperti, frutto della collaborazione tra l’associazione di produttori e Làbas, già cominciata con la partecipata giornata dell’8 Giugno scorso.

Ogni mercoledì oltre dieci produttori porteranno frutta, verdura, formaggi, pane, vino, farine, miele, olio, birra, legumi, zuppe, conserve e tanto ancora.
Ma il mercoledì a Làbas non è solo mercato.

Ad affiancare i mercati tanti dibattiti, presentazioni di libri, proiezioni su beni comuni, la terra e le sue risorse, sulla campagna Genuino Clandestino (https://www.facebook.com/GenuinoClandestino) e Terra Bene Comune, sul perché il FICO, la nuova cittadina dello slow food che dovrebbere sorgere al CAAB di Bologna entro il 2015, rappresenti un punto critico sullo sviluppo della città.
E infine un appuntamento fisso con concerti live a chiudere la giornata.

OH!theladystone

Gli Oh!TheLadyStone (OTLS) si sono formati nel 2009 come trio (Petra Dotti chitarra e voce, Irene Elena chitarra e Alberto Poloni voce), intorno ad alcune canzoni ancora in embrione composte da Petra.

L’arrivo di Simonluca Leitempergher al basso e strumenti elettronici porta il gruppo a fare diverse esperienze live e a registrare alcuni pezzi per un EP che però per motivi vari rimane a lungo nascosto in un cassetto. Ora, dopo un cambio di formazione (al posto di Simonluca arrivano Francesco Papaleo e Francesco Di Giovanni, rispettivamente elettronica e basso) si ripresentano e tirano finalmente fuori dal cassetto quell’EP, convinti che se anche non gli assomiglia più molto, il lavoro e impegno dietro a quei pezzi debba almeno vedere la luce. Si chiamerà “A lot of nothing is still nothing”, uscirà ad Aprile 2013, corredato dei bellissimi disegni di Angela Malavenda.
Gli OTLS, se glielo chiedete, si raccontano come una rarefatta e difficile ricerca di sintesi tra suoni acustici ed elettronici.

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04.09 – Mercato settimanale di Campi Aperti + CHIMANGO live

Da mercoledì 4 settembre l’ex caserma Masini ospiterà il mercato settimanale di prodotti biologici e a km0 di Campi Aperti, frutto della collaborazione tra l’associazione di produttori e Làbas, già cominciata con la partecipata giornata dell’8 Giugno scorso.

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Ogni mercoledì oltre dieci produttori porteranno frutta, verdura, formaggi, pane, vino, farine, miele, olio, birra, legumi, zuppe, conserve e tanto ancora.
Ma il mercoledì a Làbas non è solo mercato.

Ad affiancare i mercati tanti dibattiti, presentazioni di libri, proiezioni su beni comuni, la terra e le sue risorse, sulla campagna Genuino Clandestino (https://www.facebook.com/GenuinoClandestino) e Terra Bene Comune, sul perché il FICO, la nuova cittadina dello slow food che dovrebbere sorgere al CAAB di Bologna entro il 2015, rappresenti un punto critico sullo sviluppo della città.
E infine un appuntamento fisso con concerti live a chiudere la giornata.

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Mercoledì 4 settembre:

– dalle 17.00 in poi fate la vostra spesa a km0 e biologica all’ex caserma Masini

– dalle 19.30 aperitivo + live concert CHIMANGO – MANO A MANO European Summer Tour 2013

►►► La Rumba de Barcelona has its authentic expression in CHIMANGO and the Comando Rumbero from which the singer, guitarist and Argentinean composer Pablo Pascuale combines the rhythm of the street with the urgency of popular music and social issues. DONDE EL DIABLO PERDIO EL PONCHO is their first album.
11 songs that reflect the strength of the life experience in the streets of Barcelona and the appreciated artistic encounter with Manu Chao, who also accompanies him on AFRIKA, the song that has been recognized as a sign of respect for human rights and independence of the African continent.
In this new work that seamlessly blends street rumba with punk rock and raggae, Chimango is supported many by artistic friends like Manu Chao, Tonino Carotone, Madjid Fahem, Anouk Chavet, Hernán Lucky, Chalart 58, B-Roy, among other with other great international talents. CHIMANGO is a real expert at setting any crowd on FIRE!!