LA NOSTRA MOBILITAZIONE PERMANENTE CONTRO LE POLITICHE EUROPEE POPULISTE E XENOFOBE È COMINCIATA!

bridges not wall

Nel 60° anniversario dell’Unione Europea è davanti ai nostri occhi un processo accelerato di aggressione ai migranti e ai loro diritti, che ridefinisce completamente i concetti di democrazia, diritto, libertà, umanità, pace e giustizia.

Gravissime trasformazioni sulla protezione internazionale sono in preparazione presso la Commissione Europea. In tempi incredibilmente rapidi andranno a svuotare il diritto di asilo delle residuali garanzie di protezione per chi cerca un futuro degno. Accanto a ciò una serie di accordi bilateriali con i paesi di provenienza e di transito puntano da un lato a bloccare i migranti in territori di sfruttamento e violenze, dall’altro a facilitare le deportazioni “con ogni mezzo necessario”. La riforma italiana sull’immigrazione, il diritto di asilo, l’accoglienza rappresentata dal Decreto Legge Minniti si inserisce in questo progetto con grande sintonia, riattualizzando e potenziando i CIE nella loro nuova formula di Centri per il Rimpatrio e prevedendo misure di controllo e di repressione che stravolgono i diritti e stravolgono il ruolo degli operatori dell’accoglienza.

La nostra campagna contro questa accelerazione razzista, xenofoba e populista è già cominciata. A livello locale, nazionale ed europeo.

In questa nostra mobilitazione permanente crediamo sia importante avviare processi ampi, espansivi, trasversali, convergenti, senza ambiguità, che riescano nello spazio transnazionale a rompere la linearità imposta dall’alto e che siano accomunati dalla volontà di combattere i dispositivi di frontiera che caratterizzano l’Unione Europea, e che si pongono in una linea di continuità in tendenza con le opzioni neo-sovraniste che escludono e recintano.

E’ necessario riaffermare l’obiettivo di una nuova cittadinanza transnazionale: connettiamo le piazze statunitensi contro il MuslimBan e i muri di Trump con le strade di Barcellona che scandiscono a gran voce “Volem Accolir”, i migranti che abbattono le frontiere con i percorsi autorganizzati di accoglienza e lotta.

C’è bisogno di partire da qui per contrastare le politiche emergenziali, le retoriche umanitarie, le frontiere respingenti, i dispositivi che creano divisione, i sentimenti razzisti e xenofobi.

Il nostro lavoro quotidiano costruirsce ogni giorno percorsi di lotta, riscatto e solidarietà per tutte e tutti. Con lo Sportello Migranti, il dopo-scuola Non Uno di Meno, l’Associazione Diritti Lavoratori, il dormitorio sociale Accoglienza Degna, le scuole di italiano e tanti altri interventi intrecciamo lotte e interventi per sconfiggere il sistema del ricatto, dello sfruttamento, del razzismo, della disuguaglianza. Ma non è sufficiente.

Per questo durante il meeting “Struggles Make Europe” abbiamo avviato una ricerca difficile, ambiziosa e allettante: quella di uno spazio radicalmente europeista ed alternativo tanto al dominio del potere tecnico/amministrativo liberale e alle politiche imposte dall’Unione Europea (o a posizioni deboli e ambigue che le giustificano) quanto alle pericolose spinte sovraniste, populiste e social-nazionaliste.

Con il meeting di Bologna si è aperta per noi una stagione di iniziative e di mobilitazioni che ci porteranno alla Manifestazione del 25 marzo a Roma “Libertà di movimento – Europe for all” e poi ad Amburgo per il G20, passando dalle Giornate bolognesi contro il G7 sull’ambiente, in un processo di costruzione di una nuova nuova cittadinanza europea contro le diseguaglianze, le devastazioni ambientali, l’esclusione sociale.

Si parte subito:

Martedì 14/3 alle 19 al TPO cominciamo con un incontro pubblico per approfondire i contenuti insidiosi del Decreto Minniti, grazie all’aiuto di compagni avvocati con cui portiamo avanti le battaglie.

Mercoledì 15/3 alle 19 a Làbas organizziamo un momento informativo sulla rotta balcanica e sulla situazione in Grecia, da dove ci arriva l’invito a costruire in tutta Europa iniziative contro i confini e contro gli accordi bilaterali per la data del 18 marzo.

Sabato 18 marzo alle ore 15,30 in via Rizzoli invitiamo tutte e tutti ai Discorsi contro il razzismo, un momento di confronto e discussione plurale e meticcia sulle politiche dell’immigrazione. Perché la Turchia non è un paese sicuro? Perché respingere i migranti in Libia è un crimine contro l’umanità? Sono le domande da cui partire per scardinare con voci diverse l’ignoranza.

Sabato 25 marzo saremo a Roma, alle ore 11 in Piazza Vittorio, nello spezzone “Libertà di movimento – Freedom for all“, per un corteo di lotta ai confini, all’austerità, al razzismo, per la libertà di movimento. Pullman da Bologna: 3271798801

Invitiamo tutte e tutti a partecipare a questi appuntamenti e a partire con noi per Roma il 25 marzo, la giornata in cui capi di stato e di governo d’Europa si riuniranno per celebrare il 60° anniversario del Trattato di Roma, costitutivo della Comunità economica europea.

A Roma non ci saranno soltanto celebrazioni e festeggiamenti: l’appuntamento romano sarà per i capi di stato europei un momento cruciale per ratificare politiche respingenti e di austerità, portando avanti il progetto di uno spazio europeo differenziale, con un’accelerazione di un processo di un’Europa a due velocità agita da più piani, in una strana coniugazione di austerità e sovranismo.

Dal 18 marzo al 25 marzo, fino al G20 di Amburgo, vogliamo costruire una cittadinanza europea di segno opposto: aperta, accogliente, estesa e includente.

Facciamo l’Europa non i confini!

Cronache partigiane: la resistenza curda contro Erdogan

erdogan

VENERDÌ 27 GENNAIO ALLE ORE 19:00

CRONACHE PARTIGIANE
LA RESISTENZA CURDA CONTRO IL FASCISMO ISLAMISTA DI ERDOGAN

A seguire pizzata a cura della Làbiopizza a Làbas

La gravità della situazione ed i continui giravolta delle grandi potenze all’ interno del conflitto siriano determinano un quadro complesso e caotico in continua evoluzione.
L’ unica politica che invece rimane uguale e continua ad esser perpetrata senza alcun tipo di scrupolo è la politica della Turchia, volta ad affermare la sua ascesa nella costruzione dell’ impero neo-ottomano.
La recente riforma presidenziale della costituzione, l’ aumento della censura, l’ incarcerazione di avvocati e giornalisti, il licenziamento di migliaia di lavoratori pubblici, il commissariamento delle municipalità governate dal partito dell’ opposizione Halkların Demokratik Partisi – HDP e l’ incarcerazioni dei suoi leader e parlamentari, ci consegnano uno Stato ormai in balia di un regime.
La recente espulsione dell’ avvocata Barbara Spinelli, l’ aumento delle minacce nei confronti del leader curdo Abdullah Öcalan (rinchiuso da 18 anni nell’ isola-prigione di Imrali), la campagna di criminalizzazione della minoranza etnica curda e l’ invasione del territorio siriano al fine di estirpare le forze di difesa del “Sistema Federale Democratico del Nord della Siria” composto da diverse etnie tra le quali quella curda, sono solo alcuni tra i tanti segnali che arrivano dall’ Anatolia.
Per approfondire la complessità della situazione ed avere un quadro più esaustivo e veritiero, ne parliamo coni:

> Mahmut Sakar, avvocato di Abdullah Ocalan
> Barbara Spinelli, avvocata presso il foro di Bologna, “Giuristi Democratici”, recentemente espulsa dalla Turchia in occasione di una sua partecipazione ad un convegno sui diritti umani
> Giovanni Paglia, parlamentare
> Sara Montinaro Ya basta Bologna

***Nell’ occasione si raccoglieranno le partecipazioni per il Corteo Nazionale a Milano per la Libertà di Öcalan***

Evento FB: https://www.facebook.com/YaBastaBologna/photos/gm.243426499433186/1368786509859488/?type=3&theater

LÀBAS È A BOLOGNA IN VIA ORFEO 46

Quartiere Santo Stefano Antifascista

OGGI SI COMINCIA! 18-21 AGOSTO WEK-END A BOLOGNA PER L’ACCOGLIENZA DEGNA

ACCNon è nemmeno finito agosto e siamo già pronti a ripartire, con una delle importanti e speciali collaborazioni che ogni anno portano lo stupendo clima di socialità e solidarietà che tutt* sono abituati a respirare a Làbas: il campo di volontariato del Servizio Civile Internazionale è giunto alla terza edizione e quest’anno vedrà, da oggi a domenica 21 agosto decine di volontarie e volontari da tutta Italia partecipare al “Weekend a Bologna per l’Accoglienza Degna”!

 

Tuttavia, forse è sbagliato dire che stiamo ripartendo, perché in realtà non ci siamo mai fermati. In una città come Bologna, che annovera l’essere deserta ad agosto tra i luoghi comuni più diffusi, le/gli attivist* e le/i volontar* che si occupano dei progetti nati dentro Làbas hanno continuato durante questo mese, come tutti i giorni, a tentare di renderli migliori, con la gioia e la tenacia di chi combatte quotidianamente le tante battaglie di dignità e solidarietà che vengono portate avanti a Làbas. La scelta, in particolare, di dedicare questo weekend di attività ad Accoglienza Degna, va ricercata nella volontà di evidenziare come il deserto dell’agosto bolognese sia ancor più arido e duro per quelle persone in difficoltà che hanno trovato una soluzione concreta alle loro esigenze all’interno del dormitorio sociale di Accoglienza Degna, dove non sono mai state lasciate sole e dove hanno potuto trovare qualcuno che si occupasse di migliorare veramente le proprie condizioni di vita.

 

Ci fa quindi sorridere – amaramente – il fatto che le persone che scelgono, come le/i volontar* e attivist* di Accoglienza Degna e Làbas, di rimanere a Bologna anche quando tutti vanno via, per essere presenti per chi ne ha bisogno e per occuparsi dei problemi della città anche quando non c’è nessuno a farlo, siano state recentemente etichettate come “fuorisede che vengono a Bologna solo per occupare” da chi amministra la città. Non siamo però sorpresi: sappiamo benissimo che affermazioni come queste possono solo venire da chi vive la città dentro i palazzi del potere, non rendendosi conto di quanta ricchezza portino coloro che provano continuamente a rendere migliore la città. Non potremmo, perciò, essere più felici di avere questi tre giorni davanti a noi proprio ora, nel momento in cui Bologna ha più bisogno dell’attenzione e dalla cura di tante e tanti per i propri cittadini.

 

La prima esperienza di collaborazione con il Servizio Civile Internazionale Bologna del 2014 ci vide riqualificare da cima a fondo, in un campo di volontariato durato 15 giorni, l’area di Làbas in cui gli ospiti del dormitorio di Accoglienza Degna ora dormono e dispongono dei servizi essenziali: in questi tre giorni andremo invece ad ampliare le strutture a disposizione degli ospiti del dormitorio con l’allestimento di una stanza sociale e ricreativa. Siamo pronti, dunque, a continuare nel nostro cammino e a prendere per mano nuove persone perché ci aiutino a farlo, durante questi tre giorni e più avanti nel tempo, perché sappiamo già che, dopo questi tre giorni di Weekend a Bologna per l’Accoglienza Degna, la nostra città sarà un po’ migliore di come era prima!

WELCOME TO ITALY!

welcometoitaly.jpg

WELCOME TO ITALY!

Accoglienze degne e libertà di circolazione contro la fortezza Europa

Presentazione della guida Welcome to Italy (W2EU) e del rapporto Fuori Campo (MSF)

Lunedì 23 maggio 2016, ore 20.30
Làbas, Via Orfeo 46 Bologna

Nel contesto della gestione emergenziale che nel tempo ha caratterizzato il sistema dell’asilo in Italia – tra diritti violati, business criminale e Regolamento di Dublino – migranti e cittadini si organizzano per costruire una alternativa di accoglienza e futuro.

La guida Welcome to Italy del collettivo W2EU e la ricerca Fuori Campo di MSF fotografano la realtà italiana dell’accoglienza e della mobilità fuori dai circuiti istituzionali.

Sono strumenti con linguaggi e intenti diversi, ma preziosi per un dialogo a più voci tra soggetti che sul territorio sono impegnati ogni giorno per una società in cui chi arriva è considerato persona con diritti.

Partecipano

-Davide Carnemolla (W2EU)

-Giuseppe De Mola (Medici Senza Frontiere Italia)

– il gruppo di gestione di Accoglienza Degna

-con un video intervento di Glenda Garelli (progetto Spaces of transit and struggles for mobility, University Queen Mary Londra)

Primo marzo, la nostra dignità contro le vostre frontiere

Bologna 1 marzo 016

Da mesi uomini e donne, bambini e anziani, cercano di raggiungere l’Europa per trovare un futuro lontano da guerre e fame. In Italia come altrove, lungo le frontiere e nelle città, i cittadini si organizzano per sostenere i migranti e per esprimere la propria solidarietà verso chi affronta viaggi sempre più pericolosi (e costosi). Con la loro politica di esclusione, i Governi dei paesi europei ci stanno invece portando a una pericolosa deriva, quella dell’indifferenza, dell’egoismo, della disumanità.

Non solo ci vogliono indifferenti ai minori dispersi, alle donne oggetto di violenze indicibili, ai morti nell’Egeo e nel Mediterraneo, ma ci pretendono loro complici nelle politiche che bloccano e colpevolizzano chi rifiuta un destino di miseria per sé e per i propri figli. Svezia e Olanda hanno annunciato deportazioni di massa per i migranti a cui è rifiutato l’asilo, dimenticando che questa pratica è stata introdotta nel periodo più buio della storia europea; allo stesso tempo i primi ministri chiedono a dittatori e carnefici di occuparsi delle vittime di guerre e persecuzioni.

Non è questa l’Europa che vogliamo!

Attorno alle politiche di accoglienza e immigrazione si gioca dunque una partita più grande, che riguarda il futuro dell’Europa in cui viviamo. Il governo danese, ad esempio, da poco ha varato una legge per sottrarre ai richiedenti asilo i loro pochi averi, prospettando la medesima soluzione per tutti i cittadini con reddito basso. Allo stesso tempo, sempre più Stati decidono di sospendere Schengen anche per i cittadini dell’Unione, mentre ovunque i servizi di welfare vengono cancellati, vincolati al reddito, legati alla posizione di lavoro. Un lavoro che per la maggioranza è sottopagato, precario, sfruttato, in cui tutti noi conosciamo il costante ricatto del licenziamento, della messa in mobilità, della disoccupazione permanente, nella paura di essere condannati alla marginalità. Proliferano ostacoli ai nostri diritti, nuove frontiere amministrative per confinare nell’illegalità, attraverso procedure vessatorie come quella di collegare il permesso di soggiorno ai contratti della casa, chi vive in condizioni di fragilità e si trova a fare i conti con la precarietà abitativa.

Non è questa la nostra Europa!

Pochi mesi fa abbiamo dato vita ad Accoglienza Degna, un progetto collettivo e autogestito per contrastare insieme gli effetti di queste politiche violente e crudeli.

Oggi crediamo sia il momento di far sentire la voce di tutti coloro che come noi rifiutano i muri e i fili spinati, di chi come noi non è rassegnato ad un futuro di razzismo, sfruttamento, precarietà, ingiustizia e disuguaglianza.

In questo presente sfruttato dagli speculatori della paura e dell’odio, dalle forze politiche che incitano alla guerra tra poveri, dobbiamo far sentire la voce di chi come noi costruisce ogni giorno un pezzetto di una società più giusta, più includente, più umana, più democratica.

Martedì primo marzo è la giornata in cui vogliamo fare sentire questa voce!

E’ la voce della dignità, è la voce di chi accoglie, di chi è migrante, di chi si mobilita, di chi si indigna, di chi occupa, di chi insegna, di chi cura, di chi si organizza, di chi lotta, di chi resiste alla crisi, di chi si unisce…

E’ la giornata in cui le reti italiane ed europee dello Sciopero Sociale e del Transnational Social Strike manifesteranno per i diritti, contro il razzismo e lo sfruttamento, in una data che da anni esprime il rifiuto di ogni politica razzista e xenofoba, di ogni sfruttamento e speculazione.

Invitiamo tutte e tutti ad una assemblea cittadina – mercoledì 17 febbraio ore 20.30 a Labas Occupato – per costruire insieme una grande giornata di iniziativa! 

MOLLIAMO GLI ORMEGGI: NASCE IL “COMITATO PER LA TUTELA E L’ AFFERMAZIONE DELL’ESPERIENZA DELL’EX CASERMA MASINI BENE COMUNE”

ACORN(2)

Da un po’ di tempo a Bologna si fatica ad avere certezze e come spesso accade in queste situazioni è il tema della legalità ad occupare la scena, a scapito della politica. Tuttavia, non abbiamo mai pensato che il destino dell’esperienza di Làbas dipendesse solamente dai capricci o dall’incapacità di intraprendere una posizione chiara da parte di chi detiene il potere in città.

È questo il motivo per cui, dal mandato di un’assemblea di oltre quattrocento persone, abbiamo deciso di costituire un Comitato ampio e popolare, libero e democratico, che avrà la missione di tutelare quanto in tre anni e mezzo siamo riusciti a costruire dentro e fuori l’ex Caserma Masini.

Sarà una cassetta degli attrezzi, con alla base quei punti programmatici emersi proprio dall’assemblea, in cui tanti potranno riconoscersi ed avere capacità decisionale, andando oltre coloro che compongono l’assemblea di gestione di Làbas e comprendendo la grande comunità di cittadini e cittadine che considerano l’ex caserma un bene comune.

Abbiamo pensato di presentare il Comitato, lo Statuto, il suo funzionamento e gli incarichi provvisori di Presidenza, Vicepresidenza e Tesoreria in una conferenza stampa pubblica che si terrà mercoledì 10 febbraio alle ore 17.30 a Làbas. Alle ore 18.30 invece si svolgerà l’iniziativa promossa dall’associazione La Boa chiamata “Spazi Tenaci”, che vedrà discutere di rigenerazione urbana l’Asilo di Napoli, l’ Associazione Culturale Interzona / Trans Europe Halles e Làbas stesso.

Molte altre iniziative, ma soprattutto tante sorprese, attendono di essere svelate nei prossimi giorni. Insomma non abbiamo confuso l’incertezza con la noia, la persistente assenza di una trattativa con una ingenua attesa.

Del resto, il termine Comitato deriva dal latino “cum” e “itus”, cioè dall’andare insieme. Si parte!

IL TEMPO DELLA SCELTA 27 gennaio 2016

Hassan

Fors i tre anni e mezzo di storia non sono molti, ma certamente sufficienti a comprendere quanto Bologna sia in una fase cruciale di trasformazione dei propri equilibri politici, sociali, di potere.

La spada di Damocle del decreto di sequestro minaccia l’ex caserma Masini. Se dunque qualcuno pensa di poter decidere, senza tutti noi, le sorti di quest’esperienza, la partita è truccata.

Dopo alcuni mesi di pittoresche dichiarazioni a mezzo stampa, c’è stato un contatto con l’amministrazione comunale. Ad oggi, però, non è pervenuta nessuna proposta concreta di soluzione al possibile sgombero, ma laddove ce ne saranno, vogliamo valutarle alla luce del sole con tutti coloro che hanno reso possibile l’esistenza di Làbas.

Numerose esperienze ci mostrano che è possibile resistere, modificare uno scellerato piano edilizio, approvare delibere – come avvenuto anche in altre città – che assegnano spazi in qualità di “beni comuni” senza nemmeno gravare sulle casse pubbliche. È possibile quindi far continuare a vivere Làbas.

A questa politica non abbiamo mai chiesto nulla, se non di farsi da parte. A Cassa Depositi e Prestiti non abbiamo mai chiesto nulla, se non di fare un utilizzo sociale e non speculativo di beni che compra con buona parte di investimenti pubblici.

Abbiamo mostrato insieme una Bologna diversa in cui si sono riconosciute nel tempo migliaia di persone, che giorno dopo giorno ne hanno costruito una straordinaria storia collettiva. Se in pochi, dall’alto, hanno deciso di costruire al nostro posto un albergo di lusso.. noi in tanti, dal basso, decideremo come opporci a questa scelta e quale strada intraprendere in futuro!

A voi che avete dato vita ai progetti e alle iniziative, a voi che a quei progetti e quelle iniziative avete partecipato con entusiasmo, a voi che avete animato le nostre serate, a voi che avete reso il mercato del mercoledì una piazza come quelle di un tempo, insomma a voi: donne e uomini liberi come noi di sognare una città migliore, è rivolto l’invito a partecipare al grande evento che sarà l’assemblea di mercoledì 27 gennaio, ore 19.00 a Làbas.

È tempo di scegliere. Di scegliere insieme.

Bologna sotto sequestro

#IoStoConLàbas.jpg

L’unico sequestro vorremmo essere legittimo è quello che si dispone contro gli affaristi, i mafiosi, gli speculatori corrotti e corruttori, i palazzinari e gli enti pubblici che lasciano immobili al degrado e all’abbandono. La Procura bolognese, nota per il sistematico accanimento nei nostri confronti, ritiene invece una priorità sequestrare l’ex caserma Masini, da tre anni grazie a Làbas il più importante polmone sociale del quartiere Santo Stefano. Nella lista nera di Giovannini e Gustapane ci sono anche molte occupazioni abitative della città. Una notizia impietosa per la credibilità dei presunti tutori della legalità, che emerge dopo l’uscita della classifica del “Sole 24 Ore” che colloca Bologna all’ultimo posto in Italia per la “l’ordine pubblico” e non di certo per la presenza di spazi come il nostro, ma per l’aumento delle estorsioni, delle rapine e delle frodi: fatti di cui evidentemente ci si occupa ben poco!

Occorre scegliere: si può stare dalla parte di chi lascia famiglie e bambini per strada, di chi dispone assurde misure cautelari e condanne per gli attivisti sociali, di chi ha deciso che dobbiamo andarcene per far posto ad un albergo di lusso che nessuno vuole,di chi favorisce con appalti da milioni di euro i soliti amici ma poi viene assolto perchè “la corruzione impropria in quel momento non era reato”. Insomma di chi ha reso Bologna un luogo dove la politica non decide più niente perché incapace di intendere e di volere di fronte agli interessi dei potenti.

Oppure si può scegliere di stare con chi non si rassegna al destino di miseria che hanno scritto sulla pelle della nostra generazione. Anche i più miopi conoscono il valore di Làbas, dei suo i progetti e quanto siano radicati tra la cittadinanza. Del resto sappiamo bene che Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria della caserma, preferisce fare affari con i fondi sovrani del Qatar, del Kuwait e degli Emirati Arabi piuttosto che investire un capitale -fatto di fondi pubblici- in progetti a scopo sociale. Ma nel paese in cui governano i non eletti, in una regione in cui ha votato il 37% degli aventi diritto e soprattutto in una città in cui la campagna elettorale si fa cancellando le esperienze sociali di opposizione politica è ancora possibile costruire un’alternativa che li mandi per sempre a casa. Partiamo dallo scegliere da che parte stare.

L’appuntamento è domani alle ore 12.00 a Làbas per una conferenza stampa pubblica in cui illustreremo chiaramente le nostre richieste. #IoStoConLàbas #BolognaSottoSequestro

Una serata per la rabbia e per la libertà

tposala

Il 22 settembre siamo stati privati di quattro compagni e un quinto è stato colpito da obbligo di dimora a Bologna.

Da allora sono trascorsi quasi due mesi. Possiamo rivedere almeno Tommaso (rientrato in città per il cambio di Comune dove è obbligato a dimorare), ma Christopher, Gianmarco e Socio restano agli arresti domiciliari. Abbiamo visto in questi lunghi sessanta giorni cosa significa essere sottoposti ad una misura cautelare che esclude e rinchiude. Esclude dalla vita sociale cittadina, dalla partecipazione attiva, dal confronto collettivo; rinchiude nelle pareti domestiche e nel privato, nella sola dimensione lavorativa. Le giornate sono spezzate dal suono del citofono: i controlli delle forze dell’ordine avvengono a qualsiasi ora, giorno e notte, fino a cinque sei volte in poche ore, a distanza ravvicinata.

Per rispondere a tutto questo c’è una sola cura possibile: non lasciarli soli, averli al centro dei nostri pensieri e all’interno dei nostri confronti collettivi per il cambiamento del presente, continuando a condividere con loro la rabbia e il desiderio di libertà.

Abbiamo deciso di dedicare loro la serata di sabato, l’after party de Lo Stato Sociale: una festa che faremo con amici, da sempre solidali e complici delle nostre battaglie. Sappiamo che sabato i nostri compagni sarebbero stati volentieri a ballare e cantare sotto al palco del TPO.

Non potranno farlo, ma noi insieme a tutte e tutti voi, saremo qui anche per ribadire che nessuno resta solo e vogliamo tutti liberi.

Adelante resiste! Presidio permanente contro ogni sgombero!

villaDomani il nostro conseuto mercoledì di mercato si svolgerà ad un orario ridotto dalle 17.00 alle 21.00 per consentire a tutta la nostra comunità di difendere Villa Adelante, l’occupazione di viale Aldini 116, dalla minaccia di un imminente sgombero. L’appuntamento è per domani alle ore 6:30 per una “colazione sociale”. Di seguito l’evento e il comunicato:

Adelante resiste!

Bologna, 2015. Una città in cui gli sfratti sono all’ordine del giorno. Una città in cui migliaia di persone hanno scelto, e son state forzate a scegliere, la via dell’occupazione per poter sopravvivere. Una città in cui le istituzioni non riescono a dare risposta a questi disagi. Una città in cui l’arrivo del nuovo questore Coccia ha portato a molti sgomberi, alcuni di spazi sociali, altri di spazi abitativi, e tutti dopo pochi giorni (o ore) dall’ occupazione. 

Ora anche Villa Adelante è sotto attacco! Ci sono arrivate pesanti minacce di sgombero, da parte del proprietario Gianluca Muratori che mai ha voluto fermarsi a confrontarsi con noi, preoccupato solo a come far cassa speculando su tutto il territorio bolognese, e non guardando al di là del proprio portafoglio. Un personaggio più volte indagato, con la sua creatura UNIFICA gestisce appalti pubblici per milioni di euro. Noi non ci stiamo, non accettiamo che una problematica sociale, che non torva risposta dalle istituzioni, diventi una questione di ordine pubblico. Difenderemo la Villa ed il diritto delle persone che ci abitano di avere un tetto sopra la testa. Per questo da domani, mercoledi 17 giugno, ore 6 e 30 del mattino, presidio anti-sgombero davanti viale Aldini 116. Invitiamo quindi alla “Colazione sociale” tutta quella Bologna che pratica diritti, dal basso e nel sociale, con forme e metodi anche diversi tra loro. Invitiamo tutti coloro che continuano a difendere il sociale dai mille attacchi che quotidianamente subisce (dai tagli al welfare agli sgomberi di case occupate).

In questa città c’è chi organizza dal basso nuove pratiche di welfare condiviso, aprendo spazi abbandonati da anni, autorecuperandoli e rendendoli un luogo dove poter abitare e (ri)cominciare a costruire una vita degna. Nell’occupazione abitativa di Villa Adelante vivono 25 persone, comprese tra i 2 mesi ed i 68 anni di età, persone che non hanno avuto nell’occupazione l’unica alternativa alla strada. Negli 8 mesi di occupazione Villa Adelante è stata un laboratorio straordinario di co-abitazione tra tanti e tante diversi tra loro, un’esperienza di mutualismo a tutto tondo in grado di non limitarsi al soddisfacimento della necessità di un tetto sotto cui vivere ma in grado di costruire fortissime relazioni di solidarietà. 

Siamo infatti in una città in cui l’elemento oramai strutturale della crisi abitativa è sentito non solo da chi ha sulle spalle questo peso, ma anche da tutta quella parte del territorio che ha a che fare con il sociale ogni giorno. Per questo giovedì 18 giugnoabbiamo programmato anche l’assemblea pubblica Difendere il sociale: Giustizia sociale e pratica dei diritti nella Bologna di oggi” in cui mettere in connessione tutte quelle esperienze che operano nel sociale, che siano esse realtà di movimento, associazioni, sindacati, che non parlano solo di casa, ma che parlano di lavoro, di servizi, di scuola e di assistenza, perchè tutto questo è il welfare che ogni giorno le istituzioni, soprattutto quelle del governo ‘centrale’, stanno cercando di smantellare.

Ribadiamo l’invito alla “colazione sociale” a tutti coloro che scelgono di stare dalla parte dei diritti e della dignità, che per noi viene sempre prima del denaro e della proprietà, ad essere con noi dalle 6 e 30 di mercoledi mattina in poi, per contrastare  l’ennesimo attacco a chi tenta dal basso di costruire delle alternative concrete con chi la crisi la sta subendo ormai da troppo tempo e decide di alzare la testa..

 

Villa Adelante non si tocca!!!

ADL Cobas Emilia Romagna
Campagna #ioccupo