6/8-9.03 – Crowdhousing: assemblea e presentazione del weekend di riqualificazione abitativa

Giov 6 marzo: assemblea-incontro Nuove pratiche della cooperazione sociale per il diritto all’abitare. Presentazione della due giorni di riqualificazione abitativa con Servizio Civile Internazionale-Bologna

●● 8-9 marzo: minicampo di riqualificazione abitativa degli appartamenti occupati in via Borgolocchi.

●●● Sab 8 Marzo dalle 18.00 alle 21.00:  aperitivo, musica e live painting nelle case occupate di via Borgolocchi!

Durante i 4 mesi di vita del progetto di Crowdhousing di Làbas,dodici tra studenti/esse, precari-e, studenti-lavoratori,  disoccupati/e hanno riconquistato il proprio diritto all’abitare riqualificando 3 appartamenti all’interno del complesso dell’ex Caserma Masini.
Il Crowdhousing è una pratica di lotta per il diritto alla casa in una Bologna dove sono migliaia gli immobili lasciati vuoti e dove proprietari di centinaia di appartamenti affittano in nero per milioni di euro.

Per questo crediamo che riappropiarsi di spazi sottraendoli alla speculazione e alla rendita finaziaria sia legittimo e necessario.
Reclamiamo il diritto di opporre alle dinamiche di mercificazione e di speculazione per il profitto di pochi pratiche anche illegali, come le occupazioni, in grado di liberare spazi e riempirli della ricchezza sociale prodotta ogni giorno dalla cooperazione sociale dal basso e di decidere la forma e il futuro delle nostre città, rivendicando il diritto alla città secondo i bisogni e i desideri di chi le vive quotidianamente.

Attraverso il crowdhousing vogliamo liberare parti di reddito individuale dal ricatto di affitti sempre più insostenibili: vogliamo perciò dare una risposta immediata all’emergenza abitativa ormai devastante e allo stesso tempo sperimentare nuove forme cooperanti e sociali dell’abitare che facciano della casa un diritto imprescindibile e un vero bene comune.

Il crowdhousing ha perciò incominciato a prendere forma all’interno dell’ex Caserma Masini, ma vuole essere un pratica espansiva e riproducibile per i tanti soggetti colpiti dalla crisi.
Durante il prossimo weekend faremo un altro passo in questa direzione: l’8-9 marzo Crowdhousing project, in collaborazione con il Servizio Civile Internazionale-Bologna, organizza un minicampo di lavori finalizzati a rendere agibile un ulteriore appartamento in via Borgolocchi attraverso il coworking di volontari e delle volontarie SCI e di ragazzi e ragazze interessati/e al crowdhousing.
Un’occasione per sperimentare in concreto quelle pratiche per il diritto alla casa attraverso la cooperazione dal basso di singoli e gruppi.
Invitiamo perciò tutti/e coloro che sono interessati/e a partecipare e costruire insieme un momento di lavori, riflessione sulla questione abitativa e socialità.

Qui tutte le info sul progetto Crowdhousing

25 Febbraio // Dibattito || Città e Nuove Grandi opere \\

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Come le grandi opere stanno cambiando le città oggi?

Da Milano con la Rete Attitudine No expo a Bologna con il Coordinamento No F.I.Co.

Due grandi opere che nel 2015 cambieranno la struttura e la vita delle città in cui esse sorgeranno, amplificando il processo di gentrificazione che poteri forti e imprese portano avanti attraverso speculazioni.
Due grandi opere che distruggono territori con operazioni di cementificazioni.
Due grandi opere che costruite con risorsei pubbliche a beneficio del mercato privato.

Rete Attitudine No Expo (Milano)
” Il Comitato No Expo, Rete dell’Attitudine NoExpo, è una rete eterogenea di realtà e soggettività (comitati, associazioni, centri sociali, attivisti del sindacalismo di base, militanti della sinistra radicale) e nasce nel 2007 contro la candidatura di Milano a ospitare Expo 2015, convinti che la rassegna non sia un’opportunità, ma una sciagura per il territorio, i beni comuni, le casse pubbliche. Questa convinzione originaria resta valida ancora oggi, dopo quattro anni di balletti per le poltrone, Masterplan ad assetto variabile, teatrini vari, tagli, liti, soldi che non ci sono e tutto quanto ha costituito la rappresentazione dell’Expo milanese.”

http://www.noexpo.org

Coordinamento No F.I.Co. (Bologna)
“Il progetto “F.I.CO.”, Fabbrica Italiana Contadina, un parco giochi del cibo e della sua catena di produzione, è un’idea di Andrea Segrè, presidente del Caab e Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna, e di Oscar Farinetti, fondatore di Eataly.
Siamo contro il F.I.CO. perché rivendichiamo il diritto collettivo a decidere dell’uso e destinazione dei territori in cui viviamo e della provenienza dei cibi che mangiamo.
Rivendichiamo la difesa della nostra salute e dei nostri territori, contro la precarizzazione del lavoro e la Grande Opera F.I.CO. che completa l’accerchiamento di Bologna tra Passante Nord, TAV e Variante di Valico.”

http://fogliadifico.noblogs.org/home/

 

https://www.facebook.com/events/404299353038956/?ref_newsfeed_story_type=regular

06.02 – Carta di Lampedusa: da patto costituente ad agenda di lotta. Presentazione e mostra

Giovedì 6 febbraio 2014, ore 18
Làbas occupato, Via Orfeo 46 Bologna

Presentazione della Carta di ritorno dall’isola /// Mostra fotografica Stories from the island

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E’ stata infine scritta e approvata la Carta di Lampedusa, disponibile sul sito del Progetto Melting Pot Europa

E’ il risultato di tre giorni di incontri e confronti tra più di 300 persone, attivisti e non solo, che si sono dati appuntamento per scrivere una nuova carta dei diritti per un altro Euro-Mediterraneo. Lo hanno fatto a Lampedusa, isola condannata e abbandonata dai governi di ogni colore, divenuta suo malgrado simbolo delle tragedie provocate dalle attuali leggi sull’immigrazione della ‘Fortezza Europa’. Rompere il confine e ripensare i diritti in Europa, perché la Carta di Lampedusa non è una proposta di legge o una richiesta agli stati e ai governi, ma “un patto che unisce tutte le realtà e le persone che la sottoscrivono nell’impegno di affermare, praticare e difendere i principi in essa contenuti, è il risultato di un processo costituente e di costruzione di un diritto dal basso”.

E’ il punto di partenza per costruire un’agenda di lotta che trasformi in realtà ciò che è stato messo nero su bianco dal 31 gennaio al 2 febbraio: la smilitarizzazione dei confini, la chiusura dei Cie e di tutti i centri di detenzione amministrativa; l’abrogazione della legge Bossi-Fini, di Eurosur, di Frontex, del sistema dei Visti, ma anche un accesso pieno alla cittadinanza, partendo dalla cancellazione del legame tra permesso di soggiorno e rapporto di lavoro; la costruzione di nuovi percorsi di inclusione e di possibilità basati su libertà di movimento, libertà di scelta, libertà di restare, libertà personale, libertà di resistenza.

Per questo invitiamo tutte le realtà cittadinegiovedì 6 febbraio alle ore 18 a conoscere e discutere la Carta di Lampedusa e il suo percorso di ricaduta. Per iniziare a costruire uno spazio Europeo e Mediterraneo di diritti e libertà per tutti/e, partendo da Bologna e dal nostro territorio.

Intervengono, di ritorno da Lampedusa:
attiviste/i del Centro Sociale TPO e Sportello Migranti

membri dell’associazione Progré

partecipanti al meeting di Lampedusa

Coordina
Detjon Begaj (Làbas occupato)

Sarà presente Walid Fellah – documentarista tunisino
Immagini dal meeting di Lampedusa della foto-reporter Maria Grazia De Siena

Allestimento della mostra fotografica Stories from the island a cura di Francesca Tosarelli (progetti “Souvenir de la Tunisie” e “Karem e Riadh, from Lampedusa to Nice).

Per sottoscrivere ed aderire alla Carta di Lampedusa https://docs.google.com/forms/d/1QLymcIJ7dyLuPV-DI-9LWizqPrOkDzt_d2R9m_zoJnM/viewform

Per info:

www.meltingpot.org

www.tpo.bo.it

labasoccupato.wordpress.com/

15.01 – Obiezione di coscienza? La nostra salute sta meglio senza!

Incontro del collettivo “XXX” su legge 194, interruzione volontaria di gravidanza, obiezione di coscienza.

Mercoledì 15 gennaio, ore 18, via Orfeo 46

L’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto garantito alle donne dalla legge 194 del 1978.
L’obiezione di coscienza dei medici è una contraddizione in termini che non siamo disposte ad accettare: le percentuali sono diventate troppo alte, in alcune regioni si arriva al 90% del personale sanitario pubblico che si rifiuta di eseguire aborti.
La nostra libertà di scelta, il nostro diritto alla salute sono sotto attacco.
Non resteremo a guardare. Per questo abbiamo fatto irruzione in San Petronio con uno striscione che recitava “se la chiesa occupa i consultori, noi invadiamo la chiesa”.
E per questo ora vogliamo incontrarci, discutere, organizzarci: per eliminare l’obiezione di coscienza e promuovere la nostra autodeterminazione!

Il collettivo XXX vi invita il 15 gennaio alle ore 18 a Làbas a parlarne con:

– Dott.ssa Maria (Milly) Virgilio; avvocata.
– Dr. Carlo Flamigni; ginecologo, promotore della campagna “Il buon medico non obietta”

12.12 Seminario “TRASFORMAZIONI DEL LAVORO E FORME D’ORGANIZZAZIONE”

Seminario

 “TRASFORMAZIONI DEL LAVORO E FORME D’ORGANIZZAZIONE”
Giov 12, ore 18, via Oreo 46
Sesto ed ultimo appuntamento del ciclo FUTURO ANTERIORE:  incontri per interrogarsi sul controllo dei corpi, il divenire dei conflitti e dei movimenti costituenti tra città ed Europa.

Introduce Tommaso Cerusici (Tpo);
Ospiti:
Ilaria Possenti (assegnista di ricerca Università di Verona e docente a contratto Università di Pisa, autrice di “Flessibilità”, Ombrecorte, 2013)
Giuseppe Allegri (ricercatore indipendente, autore di “Il Quinto Stato” Ponte alle Grazie, 2013)

11.12 – Dibattito – IL DIRITTO AL REDDITO NEL TEMPO DI CRISI

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IL DIRITTO AL REDDITO NEL TEMPO DI CRISI. Come inventarsi un lavoro attraverso la riappropriazione di spazi pubblici lasciati all’abbandono.

Due esperienze messe a confronto, quella di un architetto e quella di un designer, che decidono di investire le proprie conoscenze e abilità in percorsi “comuni” quali le esperienze dell’ex caserma Masini a Bologna e l’ex Caserna Salsa con il collettivo ZTL a Treviso.

Mariano Andrés Araneo ha riqualificato insieme al collettivo Làbas due stanze dove ha strutturato una falegnameria, in cui svolge la sua ricerca per un modulo abitativo in legno e ferro, e contemporaneamente crea oggetti di arredamento e design per la caserma stessa e su commissione.

Ricambi Originali è un progetto nato da Macs Design a Treviso (http://www.macsdesign.it/ )
Attraverso il recupero di materiali provenienti da contesti urbani e industriali, creano oggetti di arredamento e design. Macs e Giò fanno parte del collettivo ZTL, con il quale hanno anche portato avanti progetti di riqualifica degli spazi abbandonati durante tutte le 9 occupazioni avvenute a Treviso a partire dal 2012 in concomitanza con la moltitudine di persone che dava il proprio apporto e sostegno alla realizzazione di uno spazio sociale innovativo a Treviso.

Questo incontro vuole essere l’inizio di una discussione e progettazione collettiva e intelligente degli spazi abbandonati lasciati al degrado. Discuteremo di un modo di fare che vede già attivi laboratori di creazione di percorsi e progetti di autorecupero ma anche la sperimentazione della riappropriazione di reddito attraverso la cooperazione e il riuso intelligente di risorse a costo zero.
A seguire:
Tempi difficili – Temporary design shop
Live disegn performance, esposizione e vendita degli oggetti creati durante
Tempi felici – 24 ore di architettura, design e riuso (da martedì 10.12 ore 18):
progettazione e realizzazione “non stop” di oggetti, utilizzando avanzi di legno e materiale recuperato.

5.12 – Diritto alla città / città ribelli

Quinto incontro del ciclo di seminari FUTURO ANTERIORE: sei incontri per interrogarsi sul controllo dei corpi, il divenire dei conflitti e dei movimenti costituenti tra città ed Europa.

Giovedì 5 dicembre h18, Làbas occupato, via Orfeo 46.

La città è sin dalla sua nascita non solo il luogo ideale del rapporto tra produzione e sviluppo capitalistico, ma al tempo stesso rappresenta la possibilità per gli esseri umani di plasmare ciò che li circonda in base alle proprie necessità, attraverso l’incrocio tra relazioni sociali e rapporto con l’ambiente.

Parlare di diritto alla città significa dunque affrontare il conflitto tra desideri collettivi e accumulazione, in un processo in cui il potere decisionale sulle forme urbane assume un ruolo centrale. In tempi di crisi non è un caso che temi strettamente legati alla città si trasformino da resisistenze collettive legate al particolare, a conflittualità moltitudinaria legata più in generale ai modelli di sviluppo, come nel recente caso legato al parco Gezi di Istanbul.
Anche per questo abbiamo deciso di parlare di diritto alla città all’interno di uno spazio liberato, come ulteriore e significativo elemento per collocare il dibattito.

Introduce Giulio Lacamera (cs Tpo)
ne parliamo con Agostino Petrillo (docente del Politecnico di Milano)

4.12 – Studenti Medi Autorganizzati presentano: CANNABIS – INFORMAZIONE VS CONTROLLO

Siamo studentesse e studenti di Bologna e da un po’ di tempo vediamo accadere fatti assolutamente preoccupanti per le conseguenze che producono e restano purtroppo sottovalutate.
In una scuola è stato fatto circolare dalle presidenze materiale sugli effetti della cannabis, che incute terrore e che demonizza l’utilizzo di una sostanza della quale viene fatta falsa informazione addirittura nelle scuole luogo di apprendimento e nel quale noi studenti sviluppiamo un pensiero critico. Ma il problema più grave è che questo opuscolo viene distribuito senza aprire nessun dialogo e confronto con gli studenti.
La criminalizzazione del consumo di cannabis, le dichiarazioni che alimentano panico sociale e il clima di emergenzialità, hanno portato a conseguenze inaccettabili nelle nostre scuole. Vediamo così che l’informazione e la conoscenza, anche sulle sostanze, che dovrebbero essere discusse anche nelle aule di scuola vengono sostituiti da cani antidroga e denunce, da controllo e punizione.
La scuola dovrebbe essere il luogo della formazione, della crescita e della conoscenza. Il nostro rapporto con la scuola non si dovrebbe basare su un dialogo tra istituzione scolastica e questura che nulla ha a che fare con la nostra formazione.
Il compito della scuola è restringere le libertà, facendo entrare la polizia nelle scuole perquisendoci o puntare a formare gli studenti e le studentesse trasmettendo loro strumenti critici e informazioni precise?
Noi non vogliamo la polizia nelle nostre scuole! Vogliamo informarci, conoscere, approfondire, capire perché nulla è più pericoloso del controllo. E’ quello che cerchiamo di fare auto organizzandoci, informandoci e sviluppando un pensiero critico.
Non è possibile inoltre, affrontando il discorso, dimenticarsi del contesto legislativo in cui viviamo, quello della Fini-Giovanardi che, dopo oltre un decennio, possiamo valutare in tutto il suo portato dannoso.
Non vorremmo che quanto accaduto in questi mesi a Bologna avesse conseguenze ancora più gravi, non vogliamo vivere in una città che si riduca a criminalizzare e controllare le giovani generazioni, nelle scuole scuole,nei parchi o nell strade.
A Labas, mercoledi 4 Dicembre alle ore 18, organizziamo un primo incontro, per formarci, per capire, per confrontarci per organizzarci e pensare insieme a una scuola libera.

Ne parleremo con:

– Raimondo Pavarin, presenterà il suo ultimo libro “Dal deviante clandestino al consumatore socialmente integrato”
– Mono, studenti medi autorganizzati
– Elia de caro, Avvocato, Associazione Antigone
– Stefano Bonaga, Filosofo

STUDENTI MEDI AUTORGANIZZATI

20.11.2013 – Territori Insorgenti

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Quarto appuntamento della rassegna FUTURO ANTERIORE ( http://www.globalproject.info/it/produzioni/bologna-futuro-anteriore/15327 ), un ciclo di incontri per interrogarsi sul controllo dei corpi, il divenire dei conflitti e dei movimenti costituenti tra città ed Europa.

Si terrà a Làbas occupato, mercoledì 20 novembre, durante il mercato biologico di CampiAperti.

Il dibattito si propone di indagare il rapporto tra territori sfruttati, avvelenati, messi in pericolo in nome del profitto e la capacità di intere comunità di resistere, a partire dalla difesa di salute, vita e terreni, per affermare altri modelli di sviluppo, rispetto ambientale e sovranità decisionale delle popolazioni.

Partendo dal libro “Il paese dei veleni” , scritto da Andreina Baccaro e Antonio Musella, ne parleremo con gli autori e con Gianfranco Bettin, scrittore, assessore al Comune di Venezia e curatore della prefazione al volume.

Introdurrà Pietro Ferrara, centro sociale Tpo.

Over the wall – 3 incontri sulla Palestina

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Il muro come elemento esemplificativo che definisce e impone limiti, individua nuovi spazi di inagibilità, delinea differenti geografie che determinano una nuova percezione di ciò che si è e di ciò che si vorrebbe essere.

Over the wall… quindi oltre quel muro che rappresenta la fine, l’imposizione di un mondo ma anche l’inizio e la resistenza di una nuova alternativa.

Abbiamo deciso di organizzare 3 incontri per informare sulla condizione del conflitto israelo-palestinese, per indagare le forme conflittuali nella loro complessità, conoscere le pratiche che quotidianamente si sviluppano e si auto-organizzano nelle vie palestinesi e condividere le sensazioni assieme a chi ha avuto la possibilità di vivere la Palestina. Una serie di incontri dunque, per fornire gli strumenti utili ad una conoscenza, nonchè consapevolezza di quanto accade in una terra troppo spesso dimenticata.

Clicca su continua per leggere il programma integrale delle iniziative. Continua a leggere